Il prossimo 18 aprile entra in vigore l’Ape, l’anticipo di pensione volontario, che si traduce in uno sconto sul tempo da trascorrere ancora sul posto di lavoro pari a 3 anni e 7 mesi.

Può accedere all’Ape chiunque abbia maturato tra il primo maggio e il 18 ottobre del 2017 i requisiti necessari, ovvero un minimo di 63 anni di età e di 20 anni di contributi.

Dal primo gennaio di quest’anno, infatti, possono accedere alla pensione di vecchiaia indistintamente uomini e donne all’età di 66 anni e 7 mesi, così come deciso dalla legge Fornero.

L’anticipo del pensionamento si è reso possibile grazie ad un prestito offerto dal sistema bancario che verrà restituito a rate nell’arco di tempo di vent’anni, non appena raggiunta l’età dei 66 anni e 7 mesi, quando sarà l’Inps a versare la pensione.

L’Ape rappresenta, quindi, un congedo anticipato, possibile grazie ad un prestito che l’ex lavoratore comincerà a pagare non appena raggiunta l’età della pensione, attraverso una decurtazione della assegno previdenziale.

L’importo mensile della pensione, al netto della rata di ammortamento, per il rimborso del prestito richiesto non potrà essere inferiore a €710. Nel fare domanda entro il 18 aprile si otterranno anche gli arretrati dei mesi trascorsi, nei quali la richiedente aveva già maturato i requisiti necessari.

C’è poi uno scivolo ben più lungo, che arriva fino a 10 anni e che riguarda i disoccupati. Si tratta della Rita, rendita integrativa anticipata, accessibile già dall’età di 56 anni e 7 mesi.

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