«Missione combattere l’inquinamento ambientale prima che sia troppo tardi, pena sanzioni pesantissime». Bruxelles bacchetta l’Italia e muove pesanti accuse e minacce. Se le parole dell’Europa non sono proprio queste, è così che suona però la convocazione urgente dell’Italia a Bruxelles, alla riunione convocata per i paesi che non stanno facendo abbastanza per arginare i fenomeni di inquinamento dell’ambiente.

Nell’elenco dei rimandati l’Italia figura insieme a Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania. Stati che nonostante i ripetuti richiami hanno superato i limiti di inquinamento da biossido di azoto e da particolato, il famoso PM10.

E’ fissato per il 30 Gennaio l’appuntamento in cui si dovranno trovare soluzioni concrete, per ripulire l’aria delle città, si, ma soprattutto per proteggere la salute di milioni di cittadini europei da patologie legate allo smog.

Il tempo stringe e del resto la Commissione preme periodicamente perchè la rotta sia invertita. Solleciti e inviti ad adempiere che l’Italia ha già ricevuto in forma di lettere e di ultimatum, ora rischiano di trasformarsi in procedura di infrazione che se scattasse significherebbe sanzioni pesantissime. Un impatto economico evidente, ma soltanto aggiuntivo rispetto agli effetti sull’ambiente e sulla nostra salute.

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