«Non basta stabilire le categorie per le possibili esenzioni dallo scatto automatico dell’età per la pensione, a 67 anni dal 2019. Bisogna anche valutare il percorso lavorativo individuale e la durata del lavoro pesante in quel percorso», spiega il Presidente dell’Istat Giorgio Alleva, in audizione in Parlamento sulla Legge di Bilancio. Secondo l’Istat al momento non abbiamo un quadro praticabile che consenta di classificare l’aspettativa di vita per i diversi lavori. Per farlo occorrerebbe un progetto mirato che richiede tempo e risorse, cosa che rende la strada della differenziazione difficile da praticare nel breve periodo. Insomma, «strada in salita», commentano anche i sindacati al termine del tavolo tecnico con il governo sulle pensioni. Quello politico,  che oggi si è concluso con un nulla di fatto, è convocato per il 13 novembre. «Potremmo passare il pomeriggio a studiare gli emendamenti sul rinvio sullo scatto per l’età – tuona Susanna Camusso – in questo momento è più interessante delle non risposte che ci stanno dando, vuoto pneumatico». «Se serve più tempo come dicono tutti, vedremo di prenderlo – aggiunge la UILCOM con Barbagallo – in attesa di valutare l’impatto degli emendamenti alla Legge di Bilancio che saranno presentati in Parlamento e di quantificare le risorse disponibili».

Il governo starebbe studiando la possibilità di esentare dallo scatto oltre a chi fa lavori usuranti, orari notturni alle catene di montaggio, sotto terra e sulle gru anche 15.000 addetti ai lavori gravosi, che possono usufruire dell’Ape sociale. E aggiunge alle undici categorie già tutelate altre tre: siderurgici, marittimi e agricoltori.

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