Andrea e Robusto
Andrea e Robusto

Vi ricordate la storia di Andrea, il clochard di Grosseto e del “dono” arrivato per lui dal cielo, Robusto, il cucciolo a quattro zampe catapultato da un’auto in corsa? Una vicenda che scalda il cuore di tutti coloro che mossi da solidarietà hanno cercato un contatto con il clochard per sostenerlo moralmente ed economicamente. Una gara che ha trovato terreno fertile sul web, che ha fatto subito da cassa di risonanza.

Parte tutto con la pubblicazione del pezzo su Il Tirreno web a firma di Giovanna Mezzana che esce con la storia di Andrea e del suo ’Busto. La storia comincia a “girare”. «Il servizio è rimbalzato sui siti web di tante associazioni di ex combattenti –  dice Andrea alla redazione de Il Tirreno– Un ex parà, in particolare, l’ha letto e mi ha trovato». Come? Avevamo scritto che tanti aiuti ad Andrea arrivavano dal bar nelle vicinanze del Pam di via Sabotino: «L’ex parà è andato su Google Maps, ha visto che l’unico bar era “Al Barrino” –  spiega – ne ha cercato il numero e li ha contattati. Dal bar mi hanno chiamato subito».

Ed è così che Andrea e il suo cane oggi vivono a Firenzuola: «Nell’azienda agricola dell’ex parà» racconta ancora. «Ho trovato vitto, alloggio e ho quel che mi serve» e in cambio dell’aiuto ricevuto Andrea in azienda si rimbocca le maniche. E Robusto? «Ah, sta benissimo – dice– Sta con me 24 ore su 24. Poi qui ci sono cinque cani razza Corso e lui è diventata la loro mascotte. L’hanno accettato nel branco come fosse uno di loro. Il maschio e la femmina anziani l’hanno adottato: non lo perdono mai di vista e lo tengono lontano dai pericoli. Ora, per esempio, ha tra le zampe un osso più grosso di lui: gliel’ha portato nonna Sally, una cagnolona di 12 anni». In chiusura di questa bella favola riportiamo un estratto dell’articolo de Il Tirreno web.

 L’ex parà di Firenzuola non è stato l’unico a candidarsi per far sì che Andrea e Robusto potessero continuare insieme il loro cammino: è il destino, del resto, che ha fatto incrociare le loro strade.  Prima via Twitter, poi via Fb e poi telefonicamente si è fatta avanti Valentina Belmonte, di Bari, giornalista di Quotidiano Italiano, per farci pervenire l’offerta di aiuto di Tania di Treviso. Sono tutte chance per Andrea che a Firenzuola ha trovato una prima sistemazione, non quella risolutiva: pian piano, infatti, lui vuole riuscire a camminare sulle proprie gambe: «Mi hanno chiamato da Rieti, da Torino, da Cuneo – aggiunge – Sono venuto a Firenzuola perché, possibilmente – spiega – volevo rimanere in Toscana. E anche quando stavo davanti al Pam di Grosseto ho avuto tante manifestazioni concrete di solidarietà e tanti aiuti. Voglio ringraziare tutti: i grossetani e chi ha chiamato da fuori. È la gente “comune” che non è rimasta sorda al nostro appello e che si è fatta avanti: di sindaco, vicesindaco, assessori, assistenti sociali, invece, delle istituzioni, insomma, non ho visto neanche l’ombra».

Ancora una volta siamo testimoni della vittoria della gente comune, della solidarietà e della benevolenza nei confronti degli indigenti, sulla pusillanimità dei riferimenti istituzionali.

 

 

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