xylella

Sulla Xylella fastidiosa e sulla situazione che vede una serie di eradicazioni di ulivi nel Brindisino, abbiamo sentito Vittorio Pesce Delfino, scienziato, ricercatore dell’Università Aldo Moro di Bari e presidente del Consorzio Digamma, l’Intervista  è a cura di Franco De Mario.

Una sua prima considerazione sul batterio Xylella Fastidiosa responsabile del disseccamento rapido dell’olivo ?

 Ritengo opportuno assumere che, al di là delle molte polemiche comparse in questo periodo sugli organi di stampa, l’agente patogeno della malattia sia effettivamente il batterio fitopatogeno “xylella fastidiosa” caratterizzato da elevata variabilità genetica e fenotipica che occupa i tessuti interni legnosi xilematici determinando ostruzioni e riuscendo anche a raggiungere le radici della Pianta. Ha crescita molto lenta ed è stata riscontrata in oltre 150 specie vegetali con diversa suscettibilità alla malattia.

Cosa ne favorisce la trasmissione?

É noto che non si diffonde tramite pioggia o irrigazione o tramite spore attraverso il vento o per contatto o attraverso ferite. Per la diffusione è indispensabile un insetto vettore, questi acquisisce il batterio nutrendosi dai vasi xilematici delle piante infette per trasmetterlo a quelle sane. Il batterio inoltre può essere presente in uno stato latente in molti ospiti asintomatici che costituiscono però una riserva per l’assunzione da parte degli insetti vettori.

Come contrastarne la trasmissione?

É noto dalla storia naturale di molte malattie causate da batteri, anche in ambito umano, che il meccanismo vincente per contrastarle non è rappresentato da interventi terapeutici dei soggetti malati o alla diretta eradicazione del batterio stesso che frequentemente è caratterizzato da grande varietà genetica. Vanno contrastati e battuti gli insetti vettori che ne permettono la riproduzione e diffusione. Un esempio su tutte la sconfitta della malaria avvenuta con la distruzione della nicchia ecologica favorevole alla zanzara anofele, vettore appunto della malattia

E nel caso specifico?

Nella struttura di ricerca “Digamma” che presiedo abbiamo avuto modo di mettere a punto un potente microscopio che permette la visualizzazione in tre dimensioni ed a forti ingrandimenti molto dettagliati dell’insetto vettore denominato “Philaenus” detto volgarmente “sputacchina”.  Si è potuto constatare come tale insetto possegga otto zampe, due ali e numerosi peli su tutto il corpo; la visualizzazione delle tante estroflessioni, pieghe e pelurie, che aumenta enormemente la superficie esposta dell’insetto mi ha suggerito una possibilità di intervento per la sua eradicazione. Una pre-ipotesi maturata seguendo la prima delle quattro indicazioni aristoteliche suggerite per la conoscenza del mondo fisico.

Ci chiarisca meglio Professore

Si tratta del kata eidos secondo quello che vedo, l’eidomatica, che è la tecnica di trattamento delle immagini tramite il computer per definire con certezza la morfologia dell’oggetto osservato; quindi utilizzare gli elementi dell’analogia con altre malattie batteriche che richiedono insetti vettori; e controllare che non esistano conoscenze verificate per formulare infine ipotesi che indichino subito l’experimentum crucisL’insetto Philaenus, vettore della Xylella Fastidiosa, data la morfologia rilevata, potrebbe essere con relativa facilità eradicato con un meccanismo che in termini figurati chiamo della vecchia ‘carta moschicida’ tanto sgradevole a vedersi. 

Si tratta di individuare un materiale fortemente appiccicoso eventualmente con composizione organolettica e feromonica capace di attirare l’insetto stesso e la cui composizione sarà definita nella fase di sperimentazione in laboratorio in modo da non risultare tossico o nocivo per l’ambiente; spalmabile su parti di alberi, mezzi agricoli, abiti di operatori agricoli ecc. in modo da disseminare di trappole il territorio conteso e facilmente rimuovibile con adatti solventi ed alla fine del processo bruciato.

Professor Pesce Delfino torniamo dunque al vero nodo di questa come di altre vicende, il valore da troppo tempo rimosso della ricerca scientifica e della sperimentazione da promuovere e sostenere concretamente.

É esattamente così! É la sostanziale differenza tra la facilità e la velocità e talvolta eccessiva trascuratezza con cui si abbatte e distrugge un valore o un oggetto senza davvero risolvere il problema e la più lenta ma certa azione scientifica e di ricerca con individuazione della soluzione concreta del problema.

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