All’interno delle carceri non sono presenti gli strumenti idonei ad accertamenti diagnostici, come tac con contrasto, scintigrafia ed ecografia. Questo è uno dei motivi per cui il regime di detenzione non è compatibile con la disciplina legale. Per tanto la Suprema Corte ha stabilito che i tribunali di sorveglianza non hanno alcun diritto di negare ai detenuti con gravi patologie, destinate a peggiorare, di godere della detenzione domiciliare o del ricovero in strutture specializzate.

La sentenza della Cassazione giunge in un momento caldo per la situazione delle carceri in Italia. Proprio oggi il ministro della Giustizia Paola Severino ha annunciato che il prossimo venerdì, probabilmente, il consiglio dei ministri potrebbe approvare un nuovo decreto legge per ridurre il sovraffollamento e migliorare la condizione dei penitenziari.

Il decreto probabilmente estenderà a 18 mesi  il periodo restante di pena che i detenuti possono scontare ai domiciliari e tale misura potrebbe portare fuori dalle prigioni più di 3.000 carcerati.

Maria Bruno

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here