Capitolo situazione economica. Noi stiamo meglio degli altri secondo il ministro dell’Economia.“L’Italia è uno, forse l’unico Paese al mondo che ha l’avanzo primario” ha dichiarato il reggente del Tesoro, facendo riferimento al parametro relativo la differenza fra le entrate e le spese pubbliche del bilancio dello Stato anche se è lui stesso ad ammettere che fra un avanzo primario ed un deficit ma in presenza di un debito minore, sceglierebbe la seconda opzione.

L’obiettivo dell’Italia inoltre, sempre secondo quanto dichiarato da Tremonti, dev’essere il pareggio di bilancio e non la crescita perché “è meglio avere la crescita certo, ma il pareggio è una sicurezza”.

La disoccupazione in Italia galoppa? Non è vero o per lo meno “l’Italia sta meglio della media Ue, come si vede dalle statistiche pubblicate recentemente da Eurostat”. Il sistema pensionistico italiano secondo molti sarebbe da rivedere perché non concederebbe prospettive ai giovani lavoratori e rappresenta un macigno per le casse dello Stato? “In Europa noi abbiamo una valutazione sul nostro sistema di pensioni molto buona in merito a solidità e stabilità e io mi riconosco in quel giudizio”. Queste le risposte del ministro dell’Economia riguardo i temi più importanti sollevati nel corso della conferenza stampa.

Per combattere efficacemente la crisi in casa Unione inoltre, secondo Tremonti è vitale “avere un livello maggiore di governance nella Ue”, un problema sollevato anche all’interno del PPE e al quale si è risposto con la necessità di “un’architettura istituzionale più forte” anche e soprattutto in vista dell’eventuale utilizzo degli Eurobond, che rappresenterebbero il primo vero passo di una politica economica comune in sede europea.

Importante è però combattere la crisi perché così come evidenziato dal ministro Tremonti “l’epicentro è in Europa, gira attorno al rischio sovrano e da ultimo si vede l’effetto nei crediti bancari”.

In quest’ottica devono essere interpretati i tracolli in Borsa del colosso bancario franco-belga Dexia che perso il 20% e seppur in misura minore dell’italiana Intesa San Paolo, in calo del 5%. Senza considerare gli allarmi lanciati dalla Deutsche Bank e dalla svizzera UBS: se infatti i tedeschi hanno reso noto che non raggiungeranno gli obiettivi prefissatisi, il colosso alpino ha addirittura annunciato perdite per 2,3 miliardi di euro.  Il tutto condito dalla crescita del differenziale fra titoli di Stato italiani e bund tedeschi, arrivato a quota 385 punti base.

Angelo Fischetti

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