Perché il provvedimento diventi esecutivo bisognerà, però, attendere la decisione del gip del tribunale di Roma, dove Papa è indagato per un episodio di corruzione, a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione che ha spostato la competenza territoriale di una parte delle indagini dal capoluogo campano proprio nella Capitale.

Il via libera dei magistrati romani ai domiciliari (provvedimento verso cui i pm titolari dell’inchiesta si sono sempre dichiarati contrari, perché, a loro parere, il deputato nel frattempo sarebbe riuscito dal carcere ad avere contatti con l’esterno attraverso i quali modificare a suo favore la portata degli elementi probatori) appare scontato, ma bisognerà comunque attendere i tempi tecnici necessari all’esame dell’ istanza.

Il deputato del Pdl, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, concussione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto, si è costituito nel carcere di Poggioreale lo scorso 20 luglio, quando la Camera, dopo il via libera della Giunta per le autorizzazioni, ha deliberato a scrutinio segreto il suo arresto, approvandolo con 319 voti favorevoli e 293 contrari.

Il suo coinvolgimento nell’inchiesta è dovuto principalmente ai rapporti con Luigi Bisignani, il faccendiere milanese anch’egli coinvolto nell’inchiesta sulla P4, che nei giorni scorsi ha deciso di patteggiare la pena con i pubblici ministeri.

Nicola de Mola

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