L’invito di Juncker, intervistato dall’emittente tedesca Phoenix TV, assieme a quello di Trichet, suona dunque come un duplice invito a Esecutivo e Parlamento italiani a lavorare per cercare di risollevare la situazione dell’economia mnazionale.

«Ci sono delle decisioni che sono state prese in linea di principio – ha evidenziato il presidente della Bce – e altre che sono state applicate, ovviamente si tratta di lavori in corso, ci sono molte altre misure da fare».

In quest’ottica appare quantomeno tempestiva la decisione del Bundestag, il parlamento tedesco che solo lo scorso 29 settembre ha dato il via libera alla riforma dello European Financial Stability Facility, il Fondo Salva stati, che dovrebbe essere portato alla quota di 3mila miliardi di euro. L’Italia è il terzo contribuente dell’Efsf, con il 17,91%, dietro a Germania e Francia che rappresentano il 27,13% ed il 20,38% del totale.

La crisi, che secondo il ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti ha ormai «epicentro in Europa», preoccupa non poco anche Oltreoceano. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dopo le dichiarazioni al vetriolo dei giorni scorsi nei confronti degli europei che, secondo lui «stanno provocando una crisi finanziaria che sta spaventando il mondo», è tornato oggi a criticare il Vecchio Continente.

«L’incertezza sulla Grecia e sulla sua abilità di ripagare il debito – ha dichiarato Obama – assieme al debito di altri paesi dell’Europa meridionale nonché dell’Irlanda e del Portogallo, sono fattori che mettono in forte tensione il sistema finanziario mondiale».

 

Angelo Fischetti

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