L’ordine di custodia cautelare, richiesto dal pubblico ministero di Bari, Desireè Digeronimo, e firmato dal Gip, Giuseppe De Benedictis, dovrà essere valutato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato: l’ex socialisti autonomi potrebbe anche finire direttamente in carcere e non agli arresti domiciliari.

Oltre a lui, è in corso l’esecuzione di dieci arresti in varie città della regione, tra cui Bari, Lecce e Taranto. Le manette sono scattate, su disposizione della magistratura barese, anche per il suo allora stretto collaboratore Mario Malcangi, 52enne, di Corato.

In quattro invece agli arresti domiciliari: tra questi anche Paolo Albanese, 51enne di Terlizzi, caposcorta del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e Guido Scoditti, direttore generale dell’Asl di Lecce e alcuni imprenditori di Bisceglie come Diego Rana, 52enne, Giovanni Garofoli, di 66. Misure interdittive invece a capo del direttore sanitario dell’Asl di Bari, Alessandro Calasso e di Antonio Acquaviva, oculista presso l’ospedale di Terlizzi.

Tutti, compreso Tedesco, sono indagati per corruzione, frode e concussione legati ad alcune nomine nelle Asl. Un filone, dunque, apparentemetne diverso da quello che all’origine dell’inchiesta di 2 anni e legata agli appalti nella Sanità.

Pina D’Errico

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