La sospensione dei servizi di manutenzione e assistenza ai sistemi informatici, in atto formalmente dal 1 gennaio del 2011 è arrivata come una doccia fredda con una circolare del Ministero della Giustizia. La causa? Mancanza di fondi. Queste le motivazioni addotte per il disagio arrecato a tutti gli uffici dei giudici italiani.

Giuseppe Cascini, segretario dell’Associazione comunica le conseguenze di questo colpo gobbo ai magistrati: “una paralisi complessiva del sistema”, “chiusura dei tribunali”e l’impossibilità per le imprese e i privati di partecipare a gare di appalti e concorsi.

A scendere in campo contro “il colpo finale” del Governo, come lo definisce Cascini, saranno i sindacati delle toghe per protestare e cercare di parare le gomitate del Premier e soci contro una “macchina che ha già enormi difficoltà di funzionamento”

Scioperi in vista dunque, che potrebbero essere indetti, dagli organismi di direzione dell’Amn, immediatamente dopo gli incontri delle giornate del 12 e del 15 gennaio.

Luigi Biritteri, capo del Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria del Ministero della Giustizia, ha fatto sapere, tramite una mailing list inviata all’Amn, di essere cosciente della giustificata preoccupazione dei giudici garantendo il proprio impegno e quello del ministro Alfano.  Per risolvere la situazione in tempi brevi.

Certamente il blocco dei servizi causerà a breve una grave paralisi che porterebbe ad un immediata conseguenza: Il blocco dei processi. Amara è la constatazione dell’Anm che prende atto della scarsa importanza che viene attribuita al settore giudiziario dello stivale che continua a non essere considerato “un settore strategico per il paese”.

Giuseppe Del Buono