La 18enne era stata arrestata con l’accusa di furto lo scorso 27 maggio e poi liberata dopo una telefonata di Berlusconi in questura, a Milano. L’ennesimo capitolo dell’ultimo scandalo, arriva proprio dal pubblico ministero dei minori Annamaria Fiorillo, che curò il caso della giovane.

La pm sostiene infatti che le parole  del ministro degli Interni Roberto Maroni, che per altro sembrano in accordo con quelle del procuratore Bruti Liberati, non corrispondono esattamente a quella che è la sua «diretta e personale conoscenza del caso». L’esponente leghista, riferendo in parlamento sul caso Ruby, ha detto infatti che:

«Nella gestione della vicenda non si evidenzia alcuna modalità che possa richiamare frettolosità o superficialità da parte della Questura di Milano avendo gli uffici rispettato tutte le procedure previste».

La Fiorillo, inoltre ha dichiarato di non avere mai concesso alcuna autorizzazione all’affido di Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti e  sostiene di aver affidato Ruby ad una comunità protetta. La pm dunque ha deciso di rivolgersi direttamente al Consiglio superiore della Magistratura per cercare di fare chiarezza.

Intanto Bruti Liberati, interpellato sulla faccenda, ha detto che per lui il caso è chiuso e di non aver niente da aggiungere e soprattutto di non voler replicare alla Fiorillo.

Davide Antonicelli

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