venerdì, 19 Luglio 2024

Torino, manifestazione al Politecnico: pro Palestina contro security e polizia

Saluto romano, violenza e grida. Attivisti pro Palestina contro sicurezza e polizia al Politecnico. Feriti sette studenti dell'Intifada.

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A Torino, ieri sera, in seguito all’auto-incatenamento di nove studenti pro Palestina ai cancelli del Politecnico, c’è stato un acceso scontro tra la sicurezza dell’ateneo, Polizia di Stato e attivisti dell’Intifada Studentesca. Saluto romano, violenza e insulti sono le tre parole chiave che riassumono quanto accaduto ieri davanti all’ingresso del Rettorato.

Che cosa è successo

Gli attivisti pro palestinesi, nel tentativo di accedere al Rettorato per occuparlo, sono stati bloccati, in un primo momento, dal personale incaricato della sicurezza. Gli studenti, a quel punto, hanno acceso alcuni fumogeni per rompere la barriera umana della security e la situazione è improvvisamente degenerata.

“Vorremmo solamente parlare con il rettore, in silenzio da un mese” si sente tra le grida e le spinte tra gli studenti e la sicurezza. Di tutta risposta, un dipendente della sede ha risposto “siete solo dei ladri”, riferendosi alla denuncia sporta dal Politecnico per il furto di alcuni utensili che erano presenti nel magazzino e poi spariti.

Successivamente, è intervenuta la Polizia di Stato che ha rafforzato la barriera umana composta dalla security, per impedire l’avanzamento degli studenti. Nella colluttazione, sono rimasti feriti sette attivisti, di cui cinque identificati dalla Polizia.

I video testimonianza

In rete stanno circolando da ieri sera diversi video registrati dagli attivisti pro Palestina, “per rendere pubblico quanto accaduto, visto che nello scontro sono rimasti feriti sette studenti” precisa il gruppo dell’Intifada Studentesca. Dalle registrazioni, però, risulta complicato ricostruire con precisione l’andamento dei fatti. Questo perché non sembrerebbe esistere un video integrale, ma tanti spezzoni da angolature diverse che, messi insieme, non sono in grado di ricostruire l’ordine cronologico, le responsabilità e le cause scatenanti.

Il saluto romano dell’addetto alla sicurezza

Uno degli addetti alla sicurezza, durante lo scontro, ha fatto il saluto romano verso gli studenti. Qualche attivista ha risposto al gesto provocatorio con “fascista di m***a”.

Lo scontro tra gli attivisti e la vigilanza privata

Un altro membro della vigilanza, ha messo le mani al collo ad un attivista e spintonato violentemente una serie di manifestanti, che tentavano di oltrepassare la barriera umana, con l’aiuto del resto del personale.

Lo scontro tra gli attivisti e la Polizia di Stato

I testimoni oculari riportano versioni differenti: da una parte sembrerebbe che “quando sono arrivati i celerini, i ragazzi hanno iniziato a spintonare e solo a quel punto la polizia ha reagito con manganellate” racconta uno studente, dall’altra “il poliziotto più a destra ha iniziato a spingere una ragazza con lo scudo e gli studenti si sono agitati in sua difesa. Sono stati colpiti a freddo”.

Il commento del rettore

Il rettore Stefano Corgnati ha condiviso in serata una nota ufficiale dell’ateneo, riferendosi solo a quanto accaduto in mattinata: “Gli episodi di oggi hanno cambiato totalmente la modalità con cui si esprime la protesta. Si tratta di fatti molto gravi, rispetto ai quali intraprenderemo tutte le azioni di tutela dell’Ateneo e della sua immagine. L’estrema serietà di quanto accaduto ha reso necessaria la convocazione dei senatori, che incontrerò domani, per un confronto chiaro su come procedere in merito all’occupazione – prosegue – prendo atto che le richieste che continuano a prevenire agli Organi sono le medesime su cui il Senato Accademico si è già espresso in modo estremamente chiaro in data 7 maggio scorso. Comunque, condizione necessaria per qualsiasi riflessione è, a questo punto, il ripristino del perimetro di legalità” conclude.

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