venerdì, 19 Luglio 2024

Putin, Putin propone la pace ma alle sue condizioni: per Kiev è “inaccettabile”

Mosca apre ai negoziati per riavvicinarsi all'Europa ma se l'Occidente rifiuta sarà responsabile. Stoltenberg avverte " spetta alla Russia ritirare le truppe"

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“Oggi facciamo una proposta reale di pace, stiamo parlando non del congelamento del conflitto ma della sua cessazione totale”, queste le parole del presidente russo Vladimir Putin, che propone concretamente dei negoziati per terminare il conflitto che devasta
l’Ucraina dal 2022. Mosca però propone delle condizioni innegoziabili, tra cui il ritiro delle truppe dalle regioni di Kherson, Donetsk, Lugansk e Zaporinha, la promessa di Kiev di non aderire alla Nato e di rimanere neutrale, di non possedere armi nucleari. Oltre a ciò, la Russia chiede la “demilitarizzazione e denazificazione” dell’Ucraina.

Il presidente russo aggiunge di volere riavvicinarsi all’Occidente ed esorta a “voltare la tragica pagina della storia e ripristinare gradualmente le relazioni con l’Ucraina e l’Europa”.

D’altro canto, Putin lancia un monito sottolineando che se l’Ucraina e l’Occidente si rifiuteranno di sedersi al tavolo delle trattative dovranno assumersi la “responsabilità della continuazione dello spargimento di sangue”. Il presidente ha inoltre ricordato di come  il congelamento dei capitali russi in Occidente sia un “furto che non resterà impunito”. In aggiunta, Putin pretende l’abolizione delle sanzioni contro la Russia.

Secondo l’agenzia Ria Novosti, Putin ha tirato in ballo il Memorandum di Budapest del 1994, dove Kiev aveva rinunciato alle armi nucleari e dove Russia, Gran Bretagna e Usa avevano promesso di garantire la territorialità Ucraina. Altri due punti su ci insiste Putin sono la garanzia di diritti, libertà e interessi dei cittadini russofoni e che le repubbliche russofone oltre a quella della Crimea, siano soggette alla tutela della Federazione Russa.

Putin, in conclusione, rimprovera nuovamente l’atteggiamento dell’Occidente definendo la conferenza di pace sull’Ucraina, che avrà luogo da domani in Svizzera, come una “farsa”. Inoltre ritiene che il mondo sia “vicino al punto di non ritorno” per via “dell’egoismo dei paesi occidentali.

Le risposte dall’altro fronte non tardano ad arrivare. La dichiarazione finale del G7 in Puglia dà sostegno alla “formula di pace del Presidente Zelensky” e invoca il “rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina” che verrà sostenuta “per tutto il tempo necessario”. L’obiettivo è una “pace, giusta, duratura e globale in linea con il diritto internazionale, la Carta dell’ONU e i suoi principi”

Sulla stessa linea sembrano essere altri rappresentanti della politica occidentale. Il ministro della difesa americano Llyod Austin afferma che Putin “non è in alcuna posizione di dettare all’Ucraina cosa deve fare per portare la pace” avendo la Russia invaso per prima il territorio ucraino. Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ritiene la proposta di pace russa “una proposta di maggiore aggressione e maggiore occupazione e dimostra che in un certo senso l’obiettivo della Russia è controllare l’Ucraina” sottolineando anche che dovrebbero essere i russi a ritirare le forze dal territorio ucraino.

Infine anche Kiev dice la sua sulla proposta di pace. Mikhalyo Podolyak, consigliere presidenziale ucraino, definisce una farsa e esorta a “non prendere sul serio le proposte della Russia” le quali “offendono il buon senso”. L’intenzione di Mosca sarebbe quella di
“non pagare per questa guerra e continuarla sotto nuove forme” esprimendo solamente “lo standard dell’aggressore”. Podolyak inoltre giudica il contenuto della proposta di pace altamente offensivo per il diritto internazionale.

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