martedì, 16 Luglio 2024

Ucraina, Russia contro Biden: sta sacrificando l’Europa per potere e interessi personali

Sul suo canale Telegram, Medvedev ha dichiarato che la Russia deve infliggere il massimo danno possibile agli stati ostili, trasformando la vita in Occidente in un "completo incubo".

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In un post su Telegram, Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha accusato l’amministrazione del presidente americano Joe Biden di voler intensificare il conflitto in Europa per mantenere il proprio potere. “I paesi dell’Unione Europea si rendono conto che Washington li sta coinvolgendo in uno scontro diretto con la Russia sotto la bandiera della Nato?”, ha scritto Zakharova. Secondo lei, l’Occidente starebbe alimentando la paura di un’aggressione russa per giustificare le proprie azioni e salvaguardare il governo e l’economia degli Stati Uniti.

Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza della Russia, ha esortato a rispondere duramente alle sanzioni imposte dai paesi occidentali. Sul suo canale Telegram, Medvedev ha dichiarato che la Russia deve infliggere il massimo danno possibile agli stati ostili, trasformando la vita in Occidente in un “completo incubo”. Ha sottolineato l’importanza di paralizzare le aziende, gli enti governativi e le infrastrutture vitali occidentali, adottando un approccio senza pietà basato sul principio dell'”occhio per occhio”.

Un dossier presentato alla Corte penale internazionale da Global Rights Compliance, in collaborazione con il governo ucraino, accusa la Russia di aver utilizzato tattiche di fame durante l’assedio di 85 giorni della città ucraina di Mariupol nel 2022. Il documento sostiene che la Russia avrebbe deliberatamente cercato di uccidere e danneggiare un gran numero di civili, un’azione che equivale a un crimine di guerra.

Secondo il dossier, 22.000 persone sarebbero state uccise durante l’assedio. I civili rimasti nella città erano privi di acqua, gas ed elettricità, con temperature che scendevano sotto i meno 10°C. Catriona Murdoch, partner di Global Rights Compliance, ha affermato che l’assedio si è sviluppato in quattro fasi: attacchi alle infrastrutture civili, negazione delle evacuazioni umanitarie, attacchi alle infrastrutture critiche rimanenti e attacchi strategici finali per distruggere o occupare le infrastrutture residue.

Queste accuse si inseriscono in un contesto di tensioni sempre più elevate tra Russia e Occidente, con le relazioni internazionali che continuano a deteriorarsi. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione e le possibili conseguenze per la stabilità globale.

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