venerdì, 19 Luglio 2024

Torino, Politecnico: pro Palestina si incatenano all’ingresso

Nove studenti pro Palestina si sono incatenati ai cancelli principali della sede università Politecnico di Torino. Con loro anche un docente.

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A Torino, dall’alba di questa mattina, davanti all’ingresso principale dell’università Politecnico, nove studenti pro Palestina dell’Intifada Studentesca si sono incatenati ai cancelli per impedire l’accesso.

Disagi a studenti e professori

Centinaia tra studenti e professori della sede di Corso Duca degli Abruzzi, colti impreparati dall’ennesima azione di protesta del collettivo universitario pro palestinese, si sono ritrovati in difficoltà ad accedere alla struttura. Gli studenti che dovevano entrare al Politecnico per sostenere degli esami hanno rischiato di arrivare in ritardo nelle aule, dovendo utilizzare accessi secondari di cui non tutti erano a conoscenza.

Le dichiarazioni degli attivisti

Una studentessa tra i nove che si sono incatenati, sul profilo Instagram dell’organizzazione giovanile comunista Cambiare Rotta Torino, ha dichiarato a nome del gruppo: “In un mese di occupazione non abbiamo ricevuto risposte né dal rettore né dalla governance dell’ateneo. Per questo motivo, oggi, insieme ad altri otto studenti, abbiamo deciso di incatenarci ai cancelli della sede principale del Politecnico per bloccarli per tutta la giornata. È importante che il Politecnico prenda una posizione, in seguito ai recenti attacchi a Rafah e a Nuseirat.”

Attimi di tensione tra attivisti e la sicurezza

Gli attivisti, intorno alle 9, hanno tentato di accedere alla sede universitaria, ma il personale incaricato della sicurezza ha forzatamente negato loro l’ingresso. C’è stato quindi un acceso diverbio tra gli studenti e le guardie giurate e, tra spintoni vari, una ragazza è rimasta lievemente ferita ad un braccio. Sul posto, è arrivata anche la Digos della Questura di Torino.

In lotta anche un professore

Intorno alle 11, si è aggiunto alla lotta a fianco della resistenza palestinese anche il docente universitario Massimo Zucchetti che, come i nove studenti, si è incatenato al cancello e con rabbia si è rivolto all’ateneo: “Siete dei codardi. Aspettate soltanto la pappa da parte di Leonardo e dalle altre vostre c***o di aziende. Questa dovrebbe essere un’università.”

Le lamentele degli studenti stanchi delle occupazioni

Davanti al Politecnico, decine di allievi sembrano essere stanchi delle occupazioni pro palestinesi, visto che “alla fine, a subire realmente le conseguenze di queste proteste, da oltre un mese, sono studenti e professori che non ne possono nulla di ciò che sta accadendo” lamenta uno studente a un’attivista.

Qualcun altro fa notare che “non è sicuro bloccare l’ingresso principale della sede universitaria. In caso di necessità, si rallenterebbe non di poco l’uscita dalla struttura.”

“Protestare è un diritto, ma imporre le proprie idee, ostacolando l’accesso di chi vorrebbe un giorno laurearsi è davvero ingiusto – afferma un altro allievo – siamo studenti come voi e non lavoriamo per la Leonardo” conclude.

In conclusione, il mese di occupazione delle tre sedi universitarie di Torino, per l’ottenimento dell’interruzione degli accordi tra aziende belliche e istituzioni come le università, sembrerebbe far emergere correnti di pensiero divergenti sui metodi di protesta adottati dall’Intifada Studentesca.

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