venerdì, 19 Luglio 2024

Palestina, Blinken: “Hamas rende difficili le trattative”

Tornano le difficoltà nelle trattative per il cessate il fuoco. I confronti tra Hamas, Israele e Usa continuano mentre le bombe continuano a cadere.

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Come riportato da Reuters, ieri il segretario di Stato USA Antony Blinken è tornato a parlare delle trattative di pace a Gaza. Il funzionario statunitense ha trattato delle difficoltà incontrate nella negoziazione, sia da parte israeliana che da parte di Hamas. La milizia palestinese avrebbe proposto numerosi cambiamenti rispetto alla proposta USA per il cessate il fuoco, alcuni prevedibili, altri inammissibili, riportano i mediatori. Da parte sua, l’alto ufficiale di Hamas Osama Hamdan ha negato tutto ciò, affermando che in realtà sia stato Israele a respingere il piano. Inoltre ha accusato l’amministrazione USA di “dar corda al suo alleato” di Gerusalemme. Ha oltretutto ribadito che, nonostante sia stato detto che Israele abbia accettato l’accordo, “non abbiamo avuto alcuna notizia da parte israeliana riguardo all’approvazione del piano”.

Mesi di trattative

Negoziatori dal Qatar, Egitto e Stati Uniti hanno tentato per mesi di mediare un cessate il fuoco tra le parti in conflitto, che ha ucciso finora decine di migliaia di palestinesi e distrutto centinaia di migliaia di abitazioni. “Hamas avrebbe potuto dire semplicemente una parola, sì. Invece ha aspettato due settimane e poi ha proposto dei cambiamenti al piano, tra cui alcuni inaccettabili”. Così commenta Blinken l’atteggiamento di Hamas, che da parte sua però afferma la sua totale disponibilità a cooperare, contrariamente a quanto starebbe facendo Israele, sempre secondo l’opinione dei miliziani. Effettivamente, anche se gli USA hanno affermato che Israele abbia accettato la loro proposta, non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale da parte di Gerusalemme. Non è da dimenticare ciò che Netanyahu ha detto nella sua recente intervista alla TV francese: “la guerra non finirà finché Hamas non sarà smantellata”.

L’assalto a Gaza

Mentre i diplomatici cercano di portare a termine il negoziato, Israele continua i suoi bombardamenti a Gaza. L’ultimo attacco è avvenuto nella notte di ieri, quando un raid aereo israeliano ha colpito un edificio nel campo di al-Nuseirat. Tre i morti aggiunti all’oramai lunghissimo bollettino di guerra. Nel frattempo continua l’avanzamento dei carri armati israeliani a Rafah, con la situazione umanitaria dei civili che diventa sempre più precaria. Dall’OMS arriva l’avvertimento che “la maggior parte dei civili a Gaza sta fronteggiando una condizione catastrofica”. A più di 8000 bambini sotto i 5 anni è stata diagnosticata un’acuta malnutrizione.

Come sempre, a rimetterci è la popolazione civile, mentre da entrambi i lati del conflitto si perpetrano crimini contro l’umanità.

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