martedì, 16 Luglio 2024

Lavoro minorile, in Italia quasi 80mila U17 occupati nel 2023: a rivelarlo sono i dati del report Unicef

Trentino-Alto Adige, Valle D’Aosta, Abruzzo e Marche le regioni con percentuale più alta di minorenni occupati. Dal rapporto anche disparità di genere

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In occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, l’Unicef Italia presenta oggi il 2° Rapporto statistico “Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Dal documento emerge che nel 2023 sono quasi 80.000 i lavoratori minorenni: nel dettaglio sul territorio italiano ci sono 78.530 minori occupati nella fascia 15-17anni (4,5% della popolazione totale dei minorenni nella fascia d’età considerata). Il dato è in positivo: aumenta il tasso occupazionale rispetto agli ultimi anni, una crescita netta rispetto ai 69.601 del 2022 e ai 51.845 del 2021.

Il Rapporto – realizzato nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Unicef per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile e coordinato da Domenico Della Porta – è stato curato dal “Laboratorio di Sanità Pubblica per l’analisi dei bisogni di Salute delle Comunità” del Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria “Scuola Medica Salernitana” – Università degli Studi di Salerno. «Il lavoro minorile è un tema da osservare con attenzione – sottolinea Carmela Pace, Presidente Unicef Italia – perché rappresenta una spia dello stato di salute della nostra società e del benessere e del futuro dei giovani nel nostro Paese».

I dati: tra percentuali occupazionali e reddito medio settimanale

Dal report si può leggere che il reddito medio settimanale stimato per i lavoratori di sesso maschile oscilla dai 297 euro nel 2018 ai 320 euro nel 2022, mentre nelle donne passa dai 235 euro nel 2018 ai 259 euro nel 2022. Di qua la conferma della retribuzione costantemente più alta per il genere maschile a discapito delle lavoratrici, una condizione ancora persistente e chiaramente inaccettabile al 2024.

Le quattro regioni con la percentuale più alta di minorenni occupati (15-17 anni) sono: Trentino-Alto Adige, Valle D’Aosta, Abruzzo e Marche. In Trentino-Alto Adige, infatti, su una popolazione di 34.150 minorenni (15-17 anni), il 21,7% risulta impiegato. Nella Valle D’Aosta la popolazione di minorenni residenti (15-17 anni) ammonta a 3.645 pari al 17,8% d’impiego. In Abruzzo su una popolazione di 34.339 minorenni di 15-17 anni il 7,6% ha svolto attività lavorativa e nelle Marche la percentuale risulta ancora alta con 2.989 lavoratori minorenni su una popolazione di 41.672, pari al 7,2%. Queste regioni si collocano abbondantemente al di sopra del valore della media nazionale (4,5%).

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