domenica, 10 Dicembre 2023

“Primadonna”, oggi 8 marzo al cinema il coraggio di Franca Viola

Primadonna esce oggi 8 marzo al cinema. Tratto da una storia vera, quella di Franca Viola, prima donna ad opporsi al matrimonio riparatore. Il caso fece scalpore in Sicilia, terra di Franca, ma anche in tutta Italia.

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Esce oggi 8 marzo Primadonna di Marta Savina, il film narra la storia di Franca Viola, la prima donna che si è opposta al matrimonio riparatore. Si tratta di un fatto realmente accaduto nella Sicilia del 1965, quando era impensabile opporsi a quella che era una una vera e propria legge. Il matrimonio riparatore era previsto nel codice penale del nostro ordinamento giudiziario ed era regolamentato dall’art. 544, che recitava così: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio che l’autore del reato contragga con la persona offesa estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”.

In altre parole, per il colpevole di violenza carnale il reato si estingueva se lo stesso si rendeva disponibile a sposare la vittima, spesso minorenne. A sollecitare la richiesta del matrimonio riparatore erano soprattutto i famigliari della ragazza che, di fronte ad una simile onta, non vedevano altra strada per ripristinare il loro onore perduto. A perdere l’onore, infatti, era solo la vittima e non il delinquente che l’aveva violentata. Così non è stato per Franca Viola che anzi rifiutando di sposare chi, confidando nel matrimonio riparatore, l’aveva aggredita e violentata, era stata sostenuta dai suoi stessi familiari, andando contro l’intera opinione pubblica.

Primadonna è un film intriso di sicilianità. Per rendere il racconto più vero, Marta Savina ha impiegato l’uso del dialetto in quasi in tutti i dialoghi, non tralasciando i sottotitoli. La scelta degli interpreti più importanti tutti siciliani, da Claudia Gusmano (Lia), Fabrizio Ferracane (il padre, Pietro), Manuela Ventura (Sara, la madre), Dario Aita (Lorenzo, il violentatore), Francesco Colella (Amedeo Orlando, l’amico di famiglia). Tra questi Fabrizio Ferracane – tre candidature al David di Donatello, vincitore del Nastro d’Argento– porta con sé tutta la tragicità dei personaggi siciliani di cinema e teatro, ma nello stesso tempo la modernità del maschio che non si sottrae alle manifestazioni d’affetto.

Manuela Ventura sul set è la tipica madre meridionale. Sempre preoccupata di cosa potrebbero pensare i cristiani, ma pronta a tutto per difendere la famiglia mentre Lia, la protagonista, interpretata da Claudia Gusmano ha una sicilianità meno appariscente, più discreta ma sempre molto credibile. Ha una bellezza non vistosa, una temerarietà non comune, e l’esuberanza dei vent’anni.

Nel romanzare la storia di Franca Viola, un’altra scelta di Marta Savina,  anche sceneggiatrice del film, è stata quella di lasciare all’intuizione dello spettatore ciò che è stato sottratto alla realtà. Franca Viola fu prigioniera per una settimana, tenuta quasi a digiuno, forse per piegare la sua ribellione, mentre nel film sembra che il rapimento sia durato una notte soltanto. I complici del rapitore erano ben dodici e la violenza decisamente più brutale. Marta Savina è particolarmente sensibile alle tematiche femminili e culturali. Ha diretto, nel 2017, il corto di quindici minuti Viola, Franca dove parla espressamente di Franca Viola vincendo molti premi. Protagonista, la stessa Claudia Gusmano.

Oltre al valore del film, Primadonna merita di essere visto, soprattutto da giovani e giovanissimi che nulla sanno di Franca Viola, di com’era l’Italia allora, e per riflettere su quella di oggi che purtroppo non ha smesso di usare violenza alle donne.

Il caso fece scalpore, in Sicilia e nel resto d’Italia. Mancava poco al Sessantotto e le coscienze erano pronte a svegliarsi. Al Sud un po’ più a rilento, ma Franca Viola (qui, Lia Crimi, non importa) divenne il simbolo dell’emancipazione femminile.

Le sue parole hanno aperto nuovi mondi e nuove consapevolezze:

“Io non sono proprietà di nessuno,

nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto,

l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce“.

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