martedì, 31 Gennaio 2023

Dottoressa aggredita in guardia medica, la denuncia sui social: “Ha tentato di strangolarmi serve più sicurezza”

Una specializzanda di 28 anni è stata aggredita a Udine mentre era in servizio presso la guardia medica. Ha denunciato quanto accaduto sui social dove ha ricevuto il sostegno di tanti altri che come lei hanno subito violenza durante le ore di lavoro e che ora chiedono maggiori tutele.

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Un dottoressa 28enne ha subito un tentativo di strangolamento mentre era di turno come guardia medica presso il presidio ospedaliero Gervettusa di Udine. L’aggressore che inizialmente ha usato violenza verbale nei confronti della dottoressa specializzanda, è’ poi passato a quella fisica, stringendole le mani al collo. Si è dato alla fuga solo quando un’altra specializzanda è intervenuta per difenderla. La vittima ha denunciato tutto sui social, raccontando il triste episodio e postando le immagini dei segni lasciati sul collo.

I Carabinieri allertati subito dopo, hanno già identificato l’uomo. L’appello della dottoressa affidato ai social è di ricevere maggiori tutele e controlli soprattutto nelle ore lavorative notturne. La stessa scrive:”Non è possibile che un medico nell’esercizio delle proprie funzioni venga aggredito per aver invitato un paziente, dopo avergli prestato le cure ritenute opportune, a recarsi in Pronto soccorso nel suo interesse; non è ammissibile rischiare la propria vita sul posto di lavoro perché non si è abbastanza tutelati, perché spesso il medico di continuità assistenziale viene considerato un medico di serie B”. Parole che si uniscono a quelle dei tanti altri medici che hanno commentato il post dando il proprio sostegno alla collega.

Questo è solo l’ennesima aggressione a personale sanitario registrata in Friuli Venezia Giulia. I sindacati  Nursind e Uil Fpl Fvg avvertono che episodi simili sono all’ordine del giorno. In un tweet il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi si dice profondamente indignato per la violenza e le intimidazioni subite dalla giovane medico specializzanda e avverte “sono inammissibili e non devono essere tollerate in nessuna forma”.

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