domenica, 10 Dicembre 2023

La vignetta di Paolo Lombardi, sito di Charlie Hebdo hackerato e smentite sulle minacce all’autore

La vignetta pubblicata sull'ultimo numero di Charlie Hebdo ritrae una donna gigantesca che urina sull'ayatollah Khamenei. E' lo stesso Paolo Lombardi, autore della vignetta a smentire le minacce ricevute . Il sito del giornale risulta essere hackerato.

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E’ di un vignettista italiano, Paolo Lombardi, della provincia di Arezzo, una delle immagini pubblicate nell’ultimo numero di Charlie Hebdo. Si tratta di uno speciale dedicato alla rivoluzione delle donne in corso in Iran che ha fatto però infuriare il regime di Teheran. Il sito di Charlie Hebdo risulta infatti essere hackerato proprio in seguito alle ultime caricature riguardanti il leader supremo Ali Khamenei. Tutto questo accade proprio a 8 anni esatti dall’attentato alla redazione del giornale, il 7 gennaio 2015, nel cuore di Parigi.

Nella vignetta il soggetto è la Guida Suprema della Repubblica, Ali Khamenei rappresentato ai piedi di una gigantesca donna che gli urina addosso. Il direttore di Charlie Hebdo, Riss, paragonando questo all’ultimo episodio, sfociato in attentato 8 anni fa, ha spiegato: “Il leader, a differenza di Maometto, non è un profeta, quindi possiamo disegnarlo quanto vogliamo”.

Intanto però il vignettista Paolo lombardi nega le minacce ricevute e su Facebook spiega: «Per chiarezza io non ho rilasciato nessuna intervista che vedete pubblicata, non ho ricevuto minacce come hanno scritto i giornali, hanno pubblicato una notizia falsa». Il vignettista quindi nega di aver parlato con alcun giornalista e smentisce ogni virgolettato riferito a sé, assicurando di non aver nessuna intenzione di rilasciare ora interviste.

E’ delle ultime ore la dichiarazione del presidente iraniano Ebrahim Raisi, che riferendosi all’ultimo numero del settimanale satirico francese Charlie Hebdo con la vignetta oggetto di polemica, ha dichiarato: “Ricorrere ad insulti con il pretesto della libertà prova chiaramente l’assurdità della logica di coloro che offendono e la loro disperazione nel trovare soddisfazione dalla cospirazione del caos e dell’insicurezza in Iran”.

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