giovedì, 9 Febbraio 2023

Intervista con Roberto Maurici, finalista di “Tù Sì Que Vales”: “Mi sono sentito umiliato”

Il concorrente palermitano Roberto Maurici ha conquistato i giudici e il pubblico a Tu sì que Vales, con la sua simpatia e bravura è riuscito ad emozionare tutti cantando brani dei Pooh e Cocciante. Ma ha avuto anche un brutto momento durante lo show che ci ha raccontato durante l'intervista.

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Roberto Maurici ha cominciato a cantare sulle strade di Palermo, girando con la sua cassa acustica, fino ad arrivare nella programma di Tù Sì Que Vales. Ma chi è questo questo signore simpatico che ci ha stupito con le sue canzoni melodiche? Vivendo a Palermo, e conoscendo Roberto da tempo, ho avuto la possibilità di intervistarlo, certamente davanti a qualche cannolo e cassata, dolci tipici siciliani.
Quando hai deciso di intraprendere la tua carriera da cantante?
Ho cominciato a cantare nel 2017, quando la mia vita è arrivata a un punto brutto e difficile dove sentivo il bisogno di cambiare, fare un passo avanti, farmi conoscere dalla città e farmi amare dalle persone. Vedendo gli altri cantare mi sono appassionato e pensavo che fosse una cosa che potevo fare pure io. Da quel momento ho imparato a cercare le basi musicali e a cantarle in qualsiasi luogo mi trovassi. Man mano che passava il tempo, imparavo sempre meglio le canzoni che mi piacevano e ogni volta che cantavo le mie canzoni mettendo sempre le basi musicali nel mio cellulare collegato con una cassa acustica, notavo che riscuotevo la simpatia e l’allegria delle persone che mi ascoltavano e che tutt’ora mi ascoltano quando canto.
Come gestisci il tempo fra il tuo lavoro giornaliero e i concerti?
Mi occupo di manutenzione nel settore dell’edilizia e degli impianti idraulici ed elettrici e da quando mi sono appassionato a cantare, mi alleno pure mentre lavoro. Infatti i miei colleghi scherzano a volte dicendo: quello canta pure quando lavora, forse canta pure mentre dorme! Io cammino per le strade di Palermo cantando, c’è un palazzo dove addirittura una bambina si addormenta solamente quando passo io a cantare. Durante la pandemia chiedeva sempre la mamma: ma quando viene il signor Roberto a cantare?
Come sei entrato nel programma di Tù Sì Que Vales?
Molti degli amici che mi vedevano cantare mi hanno consigliato di partecipare al programma, così ho chiesto al mio amico Sergio se mi poteva scrivere per partecipare al programma come concorrente. Dopo un paio di settimane mi hanno contattato dalla redazione del programma perché volevano vedere i video delle mie esibizioni e così ho mandato circa 6 canzoni che cantavo. Dopo qualche altra  settimana lo hanno richiamato, perché gli è piaciuta la mia energia e il modo unico con cui interpreto i personaggi.
Come ha reagito la tua famiglia, gli amici dopo averti visto in Tv? 
Prima mi prendevano un po’ in giro perché mi sono classificato nella scuderia, ma sono stati contenti per me, perché mi sono divertito, anche se si lamentano a volte siccome quando vanno in giro nella città la gente chiede sempre di me, per il successo che avevo avuto.
Com’è stata l’esperienza di esibirsi su un palco così grande davanti a tantissime persone?
Posso ringraziare tanto la redazione e le persone che lavorano al programma e al pubblico che mi ha sempre amato e supportato. Ho conosciuto tante persone e ho fatto tante amicizie con gli altri concorrenti con cui ci sentiamo ancora oggi. Quando sono salito sul palco nell’ultima puntata per la finale del programma mi sono emozionato tanto perchè non pensavo solo alle persone nello studio ma alle migliaia e migliaia di persone che mi guardavano da fuori. Purtroppo ho avuto anche un momento sgradevole nell’ultima puntata del programma.
Cosa è successo?
Mentre cantavo la canzone, a un certo punto ho sentito un dolore al piede. Nel video si vede quando un oggetto vola verso di me e di conseguenza mi sono spostato. Uno dei giudici, Rudy, aveva lanciato verso di me la bacchetta che ha colpito la mia caviglia. Nonostante abbia continuato a cantare, mi sono distratto un attimo. Dalla produzione sono venuti subito da me a chiedere se avessi bisogno del medico. Visto che sono una persona educata non ho reagito alla situazione, ma mi sono sentito umiliato. Non me lo aspettavo sinceramente, e secondo me non era il modo giusto di comportarsi. E’ stata una mancanza di rispetto nei confronti di una persona che si stava esibendo. La cosa più grave è che Rudy Zerbi non si è scusato, nemmeno quando Gerry Scotti gli ha tirato l’asta che lui mi aveva lanciato precedentemente e ha fatto notare quanto fosse stato fuori luogo un comportamento del genere così come lo hanno riconosciuto Sabrina Ferilli, Belen e Teo Mammuccari che hanno ammesso che ha rovinato la mia esibizione. Tutto sommato è andata bene, ma l’esperienza è stata diversa per questo motivo. Le persone ancora parlano di questo episodio che ha lasciato un po ‘di amaro nella mia bocca e dolore nel mio cuore.
Mi dispiace tanto, ho visto anch’io questa scena e l’ho trovata abbastanza sgradevole. Dopo il programma sei tornato a Palermo, com’è cambiata la tua vita? 
Alcune persone ancora non riescono a credere che fossi stato in TV, e molte altre mi riconoscono per strada e mi fermano per fare una foto con me.
Quanti concerti hai durante la settimana?
In media ho circa 3-4 concerti a settimana, a Palermo, Lascari, Pollina, ma sono stato chiamato per le feste anche a Cefalù e a Termini Imerese. Se mi chiamano per cantare io sono sempre pronto e vado, forse per questo mi chiamano l’ ”Amedeo Minghi per la somiglianza che ho con lui per il codino’’.
Hai qualche trucco che usi prima di un concerto?
Non ho bisogno di trucchi, io sono sempre preparato e canto sempre con la stessa passione e amore. La cosa più importante è che io ho cominciato ad interpretare i personaggi, una cosa che non tante persone fanno.
Quale è stato il tuo concerto più memorabile? 
Per me tutti i concerti sono emozionanti e memorabili. Quando canto nelle piazze o sul palco canto sempre dal cuore, regalo sempre tutto l’amore possibile, però non dimenticherò mai l’esperienza che ho avuto partecipando a Tu si que vales.
Ti piacerebbe di fare un duetto con qualche cantante famosa? 
Ci proverò ma per adesso basta che canto io. Sinceramente mi piace più lavorare da solo, così quando mi sveglio posso decidere cosa cantare e organizzarmi autonomamente. Mentre canto e interpreto i personaggi divento una specie di compasso: mi giro fra i tavoli, faccio le mosse con le mani, mi fermo poi all’improvviso continuo a spostarmi. Insomma diventerebbe complicato un duello con me. 
Le donne impazziscono quando ti vedono cantare, hai conosciuto qualcuna che ti piace?
No, però mi piacerebbe di trovare una donna con cui potrei convivere e condividere la mia vita. Mi addormento sempre tardi perché quando allungo la mano non c’è nessuno da abbracciare. Nonostante dopo i concerti tutte le donne mi baciano, alla fine non c’è niente. Come si dice da noi: tutti mi vogliono e nessuno mi piglia!
Quali progetti hai per il futuro?
Continuerò a cantare agli eventi, come matrimoni e compleanni dove mi chiamano e dove mi capita. Mi piacerebbe imparare a scrivere le canzoni e far uscire qualche pezzo mio, ma a Palermo c’è troppa confusione, non ho tanto tempo fra il lavoro e i concerti. Probabilmente l’estate quando andrò in ferie, mi metterò nella casa ad Altavilla Milicia dove non si sente nemmeno una mosca e posso concentrarmi meglio.
Una cosa è certa: Roberto fa parte della vita quotidiana di Palermo, alla nostra normalità stranita. Ci regala dei momenti bellissimi, suscitando delle emozioni importanti ogni volta che lo sentiamo cantare. Lo amiamo per il suo coraggio, per la sua onestà e semplicità con cui interpreta i grandi cantanti italiani, in una maniera che non tutti sanno fare.

Il cantante Roberto Maurici e l’intervistatrice Zsofia Zombori

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