giovedì, 9 Febbraio 2023

Guerra in Ucraina, bombe su Kherson: ferito un civile russo. Ungheria blocca piano aiuti per Kiev: “Si cerchi soluzione alternativa”

Questa mattina un incendio è scoppiato all'interno di un impianto industriale a Bryansk, dopo l'attacco di alcuni droni. Zelensky oggi si è recato in visita nel Donbass. Durante uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev 60 detenuti sono stati rilasciati da entrambe le parti. La Lettonia ha revocato la licenza televisiva a una emittente russa, accusata di sostenere Putin.

Da non perdere

Questa mattina 6 dicembre, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha fatto visita nel Donbass, precisamente a Sloviansk che si trova a una quarantina di chilometri da Bakhmut, uno dei territori più colpiti dalle Forze Armate russe. A renderlo noto è stata la presidenza sui social, con un video che ritrae Zelensky all’ingresso della città: “L’est dell’Ucraina è oggi il fronte più difficile e sono onorato di essere qui ora con le nostre truppe in difesa del Donbass. Credo che la prossima volta ci incontreremo a Donetsk e Lugansk e anche in Crimea” ha dichiarato.


Bombe di Kiev sul Donetsk

Mentre le Forze Armate di Mosca hanno attaccato Zaporizhzhia durante la notte, secondo quanto riferito dalla Repubblica Popolare di Donetsk, oggi i militari di Kiev hanno colpito la regione causando il ferimento di 6 civili: “Il fuoco è stato aperto dalle formazioni armate dell’Ucraina in direzione del centro di Donetsk, dove i missili hanno causato il ferimento di 6 civili”. Secondo quanto riferito dal sindaco dell’auto proclamata Repubblica, le truppe di Zelensky hanno colpito con dei missili il centro della città, il mercato, la stazione sud degli autobus, e una chiesa ferendo anche una donna. Stando alle dichiarazioni dei militari della regione, sarebbero almeno 20 i razzi ucraini che si sono abbattuti nel Donetsk.

Droni attaccano impianto industriale a Bryansk

Un altro attacco ai danni della Russia è avvenuto durante la notte scorsa, quando alcuni droni di Kiev hanno fatto esplodere un impianto industriale nel Bryansk, vicino al confine con l’Ucraina. A riferirlo è stato il media indipendente russo Baza, ripreso poi da Ukrainska Pravda. Secondo la ricostruzione dell’accaduto, due droni sono riusciti a entrare nel perimetro dell’impianto esplodendo a pochi metri dei depositi di carburante e provocando un incendio. Sembra che la maggior parte dei depositi fossero vuoti e questo ha permesso di ridurre l’entità del disastro.

Kiev: “Meglio evacuare Kherson”

Secondo quanto riferisce la Polizia regionale, i militari russi continuano a colpire la regione di Kherson, prendendo di mira i grattacieli e le infrastrutture energetiche: “Mosca continua a bombardare massicciamente Kherson Oblast con artiglieria e lanciarazzi, mirando deliberatamente a grattacieli e infrastrutture al fine di causare quanti più danni possibili e causare vittime tra la popolazione civile”.  Secondo quanto riferito dal capo della regione Yaroslav Yanushevich, con un post su Telegram, le truppe del Cremlino hanno colpito Kherson per 17 volte nelle ultime 24 ore, oltre a saccheggiare edifici residenziali, e ha consigliato di evacuare la città: “È pericoloso per le autorità stare a Kherson a causa dei continui bombardamenti da parte delle truppe russe, quindi si consiglia ai residenti della città di evacuare”.

Scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina

Mentre le trattative per lo scambio di detenuti tra Russia e USA continuano senza nessuna novità, e senza annunci pubblici, quest’oggi c’è stato uno scambio di prigionieri tra Kiev e Mosca con 60 prigionieri che sono stati rilasciati da entrambe le parti. A riferirlo è stato il quotidiano Kommersant, che ha citato il capo dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Le agenzia russe però si sono limitate a riferire l’accaduto senza specificare quanti detenuti ucraini siano stati rilasciati.

Ungheria blocca piano aiuti per l’Ucraina

Lo scorso 24 novembre l’Unione Europea ha approvato un pacchetto di aiuti da 18 miliardi di euro per l’Ucraina, ma quest’oggi l’Ungheria ha bloccato tale provvedimento. A renderlo noto è stato il ministro ceco per l’Economia, Zbynek Stanjura, con un post su Twitter: “Purtroppo non siamo in grado di adottare il pacchetto nel suo completo ma questo non ci scoraggerà dall’avvio dell’erogazione degli aiuti all’Ucraina a gennaio. Chiederei al Comitato economico e finanziario di esaminare soluzioni alternative che non richiedano la modifica del piano finanziario pluriennale, perché condizione che blocca l’adozione del pacchetto. Cerchiamo quindi una soluzione a ventisei Stati”.

TV russa revocata in Lettonia

Questa mattina la Lettonia ha annunciato di avere revocato la licenza televisiva all’emittente russa indipendente Dazhd accusandola di diverse violazioni, tra cui l’aver mostrato la Crimea come territorio annesso a Mosca e di sostenere l’esercito di Putin. Dazhd si era trasferita nel paese dopo essere stata bloccata dalla Russia per aver seguito il conflitto in Ucraina, e in seguito alla nuova “censura” ha respinto tutte le accuse: “Smetteremo di trasmettere via cavo ma la trasmissione rimarrà su YouTube. Continuiamo a lavorare e crediamo che tutte le accuse contro di noi siano ingiuste e assurde”. Dopo essersi espresso in merito alla decisione di applicare il price cap al petrolio russo, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato la revoca della licenza alla televisione russa: “Alcuni pensano sempre che ci sia un posto migliore di casa, che ci sia sempre più libertà che a casa. Questo è uno degli esempi più chiari che dimostra che queste sono illusioni sbagliate”.

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