martedì, 6 Dicembre 2022

Condizioni indegne e stipendi non pagati, indagata suocera di Soumahoro. Cooperative e conti esteri al setaccio della Finanza

Sul registro degli indagati ci sarebbe solo la suocera del deputato Aboubakar Soumahoro ma le condizioni critiche dei centri sembrano essere solo la punta dell'iceberg. Sulle carte delle Fiamme Gialle di Latina, infatti, è emerso più volte anche il nome del cognato del deputato, proprietario di un ristorante-resort e a capo dei progetti della cooperativa Karibu.

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In quel centro non avrei messo manco i cani”. Queste parole sono solo un passaggio della testimonianza su uno dei centri, oggi chiuso, gestiti dalla cooperativa Karibu, di proprietà della famiglia della moglie del deputato Aboubakar Soumahoro. La testimonianza è di Elena Fattori, ex senatrice di Sinistra Italiana, che ha visitato la struttura nel 2019. “Ma questa vicenda è nota, è vecchia, certo che l’ho segnalata, ma non è stato tenuto conto della mia segnalazione”, ha proseguito l’esponente politica del partito con il quale è stato eletto lo stesso Soumahoro.

Cosa è emerso dall’indagine sulla cooperativa Karibu

Lavoratori non pagati, due impiegati in nero, la macchia delle false fatture e le condizioni critiche dei centri di accoglienza. Sono queste le prime cose che emergono dagli accertamenti investigativi che riguardano le cooperative Karibu e il consorzio Aid, operanti nel sud del Lazio e gestite da Liliane Murekatete e Marie Terese Mukamitsindo, moglie e suocera di Aboubakar Soumahoro. Al momento, i militari sono impegnati a setacciare  bonifici, entrate e uscite degli ultimi due anni durante i quali il conto economico delle attività di famiglia è precipitato. Una situazione finanziaria che ha aperto una crisi mutata nel mancato pagamento degli stipendi a 26 lavoratori per 400mila euro. Per ora, indagata da tempo con l’ipotesi di malversazione è la suocera del deputato, presidente del consiglio di amministrazione della Karibu. Gli inquirenti stanno vagliando altre posizioni, per capire eventuali illeciti di altri consiglieri.

Il ristorante-resort di Richard Mutangana cognato di Soumahoro

Tra le backstories di questa vicenda, emerge anche la figura di Richard Mutangana, fratello della moglie del deputato, che si presentava come direttore dei progetti della Karibu. Il suo nome ricorre più volte nelle carte della Guardia di Finanza di Latina, che ha analizzato i conti della Karibu e di enti satelliti. Dagli accertamenti, le Fiamme Gialle hanno scoperto che fondi pubblici finivano anche su un conto in Ruanda, riferibile a Mutangana e che oltre a lavorare nella cooperativa aveva messo in piedi in Africa altre attività come un ristorante chiamato “Gusto Italiano”. La madre, Marie Terese Mukamitsindo però lo difende: “Mio figlio ha aperto quel ristorante con la moglie chiedendo un prestito in banca. È tutto tracciabile“.

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