giovedì, 8 Dicembre 2022

Alberto Genovese, le ragioni della sentenza: “Vita di relazione basata su sessualità sadica e violenta”

Secondo il giudice, Alberto Genovese era capace di intendere e di volere; l'uomo avrebbe consapevolmente organizzato la sua relazione su una sessualità sadica. Analizzata la posizione della sua ex, da cui emerge una dipendenza psicologica dall'ex imprenditore.

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Secondo il giudice per l’udienza preliminare, Chiara Valori, Alberto Genovese “ha scientemente e pervicacemente organizzato la propria vita di relazione” basandola su una sessualità sadica e violenta. Così si legge nelle motivazioni della sentenza che ha condannato l’ex imprenditore a 8 anni e 4 mesi di reclusione per gli stupri perpetrati tra Terrazza Sentimento a Milano e Villa Lolita di Ibiza. L’uso massiccio di diversi tipi di droga non avrebbe compromesso le capacità dell’uomo di intendere e di volere, ma soltanto condizionato la sua condotta. La dipendenza non basta a giustificare la cura nella predisposizione di festini a base di alcol e droga, nonché personaggi famosi, anche durante il lockdown, che coprissero il via vai di giovani ragazze che frequentavano le sue lussuose abitazioni.

Nondimeno, il giudice ha apprezzato la condotta positiva di Genovese nell’affrontare il percorso di recupero dalla dipendenza, intrapreso in seguito all’arresto, e nel tentativo di offrire alle vittime dei risarcimenti. Infine, è stata valutata anche la posizione dell’ex fidanzata di Genovese, Sarah Borusso, condannata, a sua volta in rito abbreviato, a 2 anni e 5 mesi di carcere. È emerso lo stato di dipendenza psicologica della donna nei confronti dell’ex fidanzato, che l’avrebbe condotta a prender parte alla violenza ai danni di una modella 23enne.

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