mercoledì, 7 Dicembre 2022

Saman Abbas, attesa per riesumare i resti. La Procura: “Situazione non facile”

Per l’esumazione e l’esame del Dna servirà una richiesta di incidente probatorio urgente alla Corte di Assise. I resti di Saman Abbas si troverebbero a un paio di metri di profondità, avvolti in un sacco nero.

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Secondo una “soffiata” rimbalzata da varie testate e telegiornali, sarebbe stato Danish Hasnain, zio di Saman, a portare gli inquirenti al casolare diroccato dove la 18enne pakistana potrebbe essere stata seppellita nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2021. L’uomo, 34enne, è quello che materialmente avrebbe ucciso la giovane, probabilmente strozzandola. Qualche giorno dopo, al telefono con la compagna in Pakistan, avrebbe definito il delitto come “un lavoro fatto bene“.

L’iniziale difesa di Hasnain

Danish Hasnain era stato arrestato a Parigi il 22 settembre 2021 ed estradato in Italia lo scorso gennaio. Il 34enne ha sempre negato ogni coinvolgimento nell’omicidio per il quale è stato incriminato assieme ai genitori della 18enne, Shabbar e Nazia, e ai cugini Ikram Ijaz e Nomanulhaq. “Sono stato incastrato dalle parole del fratellino di Saman per una storia di eredità, ma io non c’entro niente con la scomparsa” aveva ribadito nell’interrogatorio davanti al gip Luigi Ramponi. Inoltre, alle pale e al piede di porco usati, secondo l’accusa, per scavare la fossa proprio nel casolare servivano invece per “dei lavori nell’orto“.

La “soffiata”

Una posizione che è cambiata venerdì 18 novembre, con la “soffiata” del casolare forse motivata dalla scelta di alleggerire la sua posizione dopo l’arresto. Hasnain sarebbe stato prelevato dalla Polizia penitenziaria che dal carcere di Reggio Emilia lo ha portato al casolare di Novellara, già ispezionato mesi fa. Qui ha indicato ai Carabinieri dove scavare. Sebbene questa circostanza sia stata confermata al Corriere da fonti giudiziarie, gli avvocati Luigi Scarcella e Noris Bucchi che difendono il pachistano preferiscono non commentare. Così come il procuratore di Reggio Emilia, Gaetano Calogero Paci, che si è limitato a commentare con parole caute: “C’è una perizia in corso, non è una situazione facile“. I resti di Saman Abbas si troverebbero a un paio di metri di profondità, avvolti in un sacco nero. Per l’esumazione e l’esame del Dna servirà una richiesta di incidente probatorio urgente alla Corte di Assise dato che il processo è già fissato per febbraio. Saranno dunque i giudici a nominare un perito per iniziare procedura e rilievi. Potrebbe comunque volerci del tempo dato che gli atti dovranno essere notificati in Pakistan a Shabbar Abbas, non più latitante mentre l’unica ricercata rimane la moglie.

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