domenica, 10 Dicembre 2023

Streaming pirata di Netflix Sky Dazn e Mediaset: 70 indagati 900mila utenti illegali. Danni fino a 30 milioni di euro

Vasta operazione contro la pirateria audiovisiva che ha permesso l'identificazione di un'associazione a delinquere transnazionale, specializzata in distribuzione di palinsesti live e contenuti on demand protetti da diritti televisivi.

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La Polizia di Stato ha portato a termine una vasta operazione contro la pirateria audiovisiva, disposta dalla Procura Distrettuale di Catania, attraverso l’attività dei Centri Operativi Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale che hanno eseguito numerose perquisizioni e sequestri sull’intero territorio nazionale nei confronti degli appartenenti ad un’associazione per delinquere transnazionale.

Le indagini, nell’ambito dell”Operazione Gotha“, avviata dal Centro Operativo di Sicurezza Cibernetica di Catania con il diretto coordinamento del Servizio Postale di Roma, hanno portato alla luce l’esistenza di un’associazione criminale gerarchicamente organizzata, con le figure di spicco distribuite nel territorio nazionale e all’ estero, in Inghilterra, Germania e Tunisia. L’associazione, dedita ad un’ampia serie di reati, sarebbe specializzata in distribuzione di palinsesti live e contenuti on demand protetti da diritti televisivi, offerti ad un numero vastissimo di utenti in ambito nazionale e internazionale, con profitti mensili per diverse migliaia di euro. Tra le titolari dei diritti televisivi violati, piattaforme note come Sky, Dazn, Mediaset, Amazon Prime, Netflix.

Nell’ambito della associazione, un gruppo più ristretto, quello operante tra Catania, Roma, Napoli, Salerno e Trapani, ha costituito una sorta di gotha del mercato nazionale illegale dello streaming, una vera impresa criminale: che, oltre a promuovere e dirigere l’associazione, decideva costi degli abbonamenti, sospensioni del servizio, modalità di distribuzione dei dispositivi, coordinando i singoli operanti sul territorio nazionale. Dalle intercettazioni traspare la consapevolezza degli indagati riguardo l’entità dell’associazione, nonché la sospetta conduzione di uno stile di vita particolarmente agiato da parte di diversi indagati, che risultano però privi di reddito e di proprietà mobiliari ed immobiliari; tale status ha permesso anche l’indebito percepimento di indennità di sostegno sociale.

Ingenti i guadagni illeciti ricavati da queste attività criminali, i profitti accertati solamente nei mesi di indagine ammontano a circa 10 milioni di euro ma si ritiene che i danni per l’industria audiovisiva potrebbero ammontare ad oltre 30milioni di euro mensili, considerato che l’operazione odierna ha fatto luce sul 70% di streaming illegale nazionale pari a oltre 900mila utenti. Il flusso illegale delle IPTV è stato inibito agli utenti. Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico e dispositivi illegali per le connessioni e le attività di diffusione dello streaming. Perquisizioni sono state eseguite in numerose città quali Ancona, Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Brescia, Catania, Cosenza, Fermo, Messina, Napoli, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Siracusa, Trapani, L’Aquila e Taranto.

Settanta, in totale, le persone indagate a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla diffusione di palinsesti televisive ad accesso condizionato, riciclaggio, trasferimento fraudolento di beni, sostituzione di persona, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici, accesso abusivo ad un sistema informatico, truffa ricettazione, spaccio di sostanza stupefacente, omessa variazione del reddito o del patrimonio.

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