domenica, 27 Novembre 2022

Umbria, adescano ragazze su internet per farle prostituire: sequestrati finti centri massaggi incasso da mille euro al giorno

Sono scattate 22 misure cautelari per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, e non solo, di giovani cinesi, quasi tutte irregolari in Italia. Venivano adescate su siti internet. Gli indagati, connazionali delle giovani, avevano investito i propri soldi in centri massaggi da nord a sud, in realtà adibiti ad altro.

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L’indagine dei Carabinieri di Assisi, località di collina dell’Umbria, avviata nel luglio 2019, ha interessato in un primo momento alcuni centri massaggi della provincia per poi estendersi ad altre regioni italiane. Sono state emanate 22 misure cautelari e sequestrati 11 centri di questo tipo, 4 appartamenti e numerosi conti correnti bancari insieme ad alcune macchine.

Le indagini

Attraverso le indagini, partite da Assisi e pian piano estese alle province di Lodi, Verona, Bologna, Firenze, Prato, Arezzo, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo e Brindisi, i militari hanno riscontrato delle incongruenze riguardo all’utilizzo effettivo dei centri massaggi, formalmente registrati come tali. In realtà, i 22 indagati, tutti di nazionalità cinese, avrebbero investito i propri capitali acquisendo la disponibilità di questi locali che, però, avrebbero adibito a luoghi in cui favorivano e sfruttavano la prostituzione di giovani connazionali, quasi tutte irregolari in Italia.

Il reclutamento delle ragazze

Le ragazze, che venivano periodicamente spostate da un centro a un altro, venivano fatte dormire direttamente nei locali o in appartamenti in uso alla presunta associazione, attrezzati con piccole cucine e letti. L’adescamento delle giovani avveniva tramite siti internet cinesi, ai quali si rivolgevano consapevoli della tipologia di prestazioni che sarebbero state richieste una volta arrivate in Italia. Secondo la ricostruzione dei militari, ogni singolo centro avrebbe avuto un incasso medio al giorno di mille euro, che generava un flusso complessivo di circa 350mila euro al mese.

Il provvedimento

Il Gip del Tribunale di Perugia ha emesso il provvedimento che dispone custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della permanenza e della collocazione di manodopera di clandestini, riciclaggio dei proventi delle illecite attività e anche la presentazione di false documentazioni alle Autorità di pubblica sicurezza al fine di ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Dei 22 destinatari, 18 sono stati rintracciati, di cui 8 sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari e per 5 è stato disposto l’obbligo di dimora.

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