sabato, 1 Ottobre 2022

Nomine Scuola Cagliari, il dirigente Loddo risponde ai precari: “Ci sono stati errori ma li abbiamo affrontati”

Ieri a Cagliari una schiera di persone si è riunita sotto il Provveditorato per protestare contro le procedure delle nomine scolastiche. Il Dirigente dell'Ambito Territoriale Scolastico di Cagliari ha risposto facendo chiarezza sugli errori commessi e la funzione dell'algoritmo.

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Le nomine scolastiche da graduatoria provinciale hanno fatto storcere il naso a molti docenti che adesso invocano chiarimenti. Ieri pomeriggio a Cagliari, davanti al Provveditorato agli Studi, una schiera di precari si è riunita per protestare contro metodi e criteri utilizzati nelle procedure. Peppino Loddo, Dirigente dell’Ambito Territoriale Scolastico di Cagliari, chiamato a rispondere si è immediatamente reso disponibile al colloquio con i manifestanti muniti di bandiere, cartelli e slogan. Direttamente dal suo Ufficio, il Dirigente ha espresso la sua opinione riguardo la giornata di ieri e il tema delle nomine scolastiche.

Precari ed esclusi contro l’algoritmo

Dignità e trasparenza le parole maggiormente ripetute dalla folla. Loddo ha prontamente risposto ai dubbi espressi animatamente dai docenti, ribadendo energicamente il corretto svolgimento delle procedure. A far discutere è l’utilizzo di un algoritmo per calcolare le assegnazioni delle cattedre, procedura ritenuta da molti poco trasparente e anomala. “Certamente gli errori ci sono stati” dice Loddo, “li abbiamo immediatamente affrontati“. Il Dirigente ha spostato le accuse all’algoritmo in una questione psicologica, poiché l’algoritmo fa esattamente le stesse operazioni che venivano prima fatte in presenza. Loddo ha anche sottolineato l’impossibilità di tornare indietro con la procedura quando il candidato rifiuta la cattedra: “Se facessi di giorno un pezzo di tela che disferei di notte, le scuole non avrebbero mai gli insegnanti“.

La gestione degli errori

Le rettifiche ci sono, ma non sempre è possibile riparare immediatamente agli errori. Secondo Loddo, per un motivo molto semplice: le domande risultano essere più di 38mila e i moduli vengono compilati dai diretti interessati. “Nella prima fase ci fidiamo, per legge siamo tenuti a farlo, delle dichiarazioni del candidato” ha affermato Loddo. Il secondo filtro spetta ai presidi, ovvero l’accertamento che i candidati possiedano effettivamente i titoli dichiarati in sede di candidatura. Scottante, inoltre, il numero di persone che ritengono essere state scavalcate da candidati con punteggio inferiore. Il Dirigente ha chiarito che si tratta del normale funzionamento della procedura. Infatti il candidato è chiamato a scegliere un certo numero di scuole e nelle sedi dove non segnala la preferenza viene superato da chi invece ha scelto quell’istituto, anche se possiede un punteggio inferiore.

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