giovedì, 29 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, raid russo su Odessa con tre droni iraniani. Michel all’Onu: “Sospendere la Russia dal Consiglio di Sicurezza”

Mosca ha sferrato un raid su Odessa con tre droni di fabbricazione iraniana Shahed 136, attacco costato la vita a un civile. Kiev ha colto l'occasione per puntare il dito contro Teheran: "Misure dell'Iran contro la sovranità e l'integrità territoriale del nostro Stato". Pechino ha avanzato proposte di mediazione: "Siamo dalla parte della pace e continueremo a svolgere un ruolo costruttivo".

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Non c’è tregua sul campo di battaglia, nemmeno nei giorni del referendum nel Donbass per l’annessione alla Federazione russa. Nella giornata odierna, 23 settembre, l’esercito russo ha sferrato un nuovo raid su Odessa con tre droni di fabbricazione iraniana Shahed 136, attacco costato la vita a un civile. La notizia è stata confermata dal consiglio comunale della città ucraina su Telegram, spiegando che le forze di difesa aerea hanno abbattuto uno dei droni. Il bombardamento ha raso al suolo un edificio amministrativo nell’area portuale.

Kiev: “Teheran sta aiutando la Russia”

Kiev ha colto l’occasione per puntare il dito contro le autorità di Teheran, tra i più grandi fornitori di armi a Mosca. “Si tratta di misure dell’Iran contro la sovranità e l’integrità territoriale del nostro Stato, nonché contro la vita e la salute dei cittadini ucraini”, ha commentato su Facebook Sergiy Nikiforov, portavoce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Israele non ci ha fornito nulla, zero. Non capisco perché non possono fornirci risorse antiaeree”, ha affermato il leader di Kiev in un’intervista ad alcuni media francesi. “Non biasimo i leader ma vedo i fatti, l’influenza della Russia su Israele”. È previsto per lunedì prossimo 26 settembre a Bruxelles una riunione straordinaria tra i 27 ambasciatori dell’Unione Europea per capire come trattare gli obiettori di coscienza che abbandonano la Russia per evitare la mobilitazione parziale annunciata dal presidente russo Vladimir Putin.

Cina: “Noi sempre dalla parte della pace”

La sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi devono essere rispettate e gli scopi e i principi della Carta dell’Onu devono essere pienamente osservati”, così si è espresso il ministro degli Esteri cinese Wang Yi. “Le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti i Paesi devono essere prese sul serio e tutti gli sforzi che sono favorevoli alla soluzione pacifica della crisi deve essere sostenuto. Pechino è sempre dalla parte della pace e continuerà a svolgere un ruolo costruttivo“, ha chiosato il rappresentante di Pechino.

Michel all’Onu: “Sospendere la Russia da Consiglio Sicurezza”

“Un solido sistema multilaterale richiede fiducia reciproca. L’attuale sistema non è sufficientemente inclusivo e rappresentativo. L’uso del diritto di veto dovrebbe essere l’eccezione, ma sta diventando la regola. La riforma è necessaria e urgente. E quando un membro permanente del Consiglio di Sicurezza scatena una guerra non provocata e ingiustificata, condannata dall’Assemblea Generale, la sua sospensione dal Consiglio di Sicurezza dovrebbe essere automatica“. Queste le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il leader europeo ha chiuso nella speranza che “le potenze emergenti, inclusa la Cina, partecipino sinceramente agli sforzi collettivi per la pace e lo sviluppo“. “Sosteniamo la sicurezza marittima. Sosteniamo la stabilità nello Stretto di Taiwan. Riconosciamo il principio della Cina unica. Ma non chiuderemo un occhio sulle violazioni dei diritti umani. Soprattutto a Xinjang e Hong Kong”.

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