giovedì, 29 Settembre 2022

Tangenti e favoritismi, ex ministro della Giustizia cinese condannato a morte

L'ex Ministro cinese, Fu Zhenghua è stato condannato a morte dal Tribunale di Changchun. L'uomo è stato accusato di tangenti e abuso di potere.

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Fu Zhenghua, ex ministro della giustizia cinese è stato condannato a morte. La sentenza arriva dal tribunale intermedio del popolo Changchun, nella provincia di Jilin. La notizia, diffusa dalla stampa cinese, rende nota una straordinaria concessione, ovvero una tregua di due anni. Questo periodo di “fermo giudiziario” potrebbe comportare, alle sorti dell’importante funzionario della giustizia cinese un cambiamento radicale della pena; la condanna a morte si tradurrebbe nel carcere a vita. La decisione colpisce un uomo e una carriera di rilievo, nello scenario politico cinese, a meno di un mese dal ventesimo meeting del Partito Comunista che dovrebbe confermare uno storico terzo mandato al presidente Jinping, autore della politica zero-Covid.

Condannato a morte

Giovedì scorso L’ex Ministro cinese, Fu Zhenghua, è stato condannato a morte dal Tribunale di Changchun. L’uomo è stato accusato di aver accettato tangenti per un valore pari a 117 milioni di yuan, e di aver approfittato della sua posizione privilegiata a fini personali. Prima della condanna Fu Zhenghua è stato a capo dell’Ufficio municipale della pubblica sicurezza di Pechino, viceministro della pubblica sicurezza e ministro della Giustizia. L’arrivismo e la “fame” di denaro hanno comportato una serie di  “scelte sbagliate “, che il tribunale ha sentenziato come illegittime. Inoltre, vi è il sospetto da parte dei pubblici ministeri che ci sia un coinvolgimento esterno, forse degli stessi parenti dell’ex ministro, per quanto riguarda la consegna e l’appropriazione illecita di denaro.

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