giovedì, 29 Settembre 2022

Crisi Juventus, confermare Allegri o cambiare prima che sia troppo tardi: la palla passa alla società

Nervi tesi in casa Juventus. La sconfitta casalinga contro il Benfica ha compromesso il girone di Champions League. In campionato la squadra bianconera è chiamata a reagire domenica a Monza. Intanto, si cerca un colpevole e l'indiziato n.1 sembra proprio Massimiliano Allegri.

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La sconfitta casalinga per 1-2 contro il Benfica, in Champions League, è solo l’ultimo dei tanti risultati negativi che stanno accompagnando questo inizio di stagione della Juventus di Massimiliano Allegri. Nonostante siano imbattuti in campionato, i bianconeri hanno totalizzato solo 2 vittorie e ben 4 pareggi, contro squadre inferiori sulla carta: l’ultimo, seguito da mille polemiche, contro la Salernitana. Musica ben diversa in Champions League, nel girone H. La Juve, sorteggiata in seconda fascia, è ferma a 0 punti dopo le prime due giornate. Se, bene o male, la sconfitta con il Psg era stata digerita dai tifosi, viste le qualità tecniche dei francesi, quella contro il Benfica è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Max Allegri, il primo a essere messo in discussione

Il primo ad essere messo in discussione è sicuramente Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina bianconera all’inizio della scorsa stagione, per far dimenticare la brutta annata di Andrea Pirlo. Il mister livornese non è riuscito a fare la differenza come, invece, aveva fatto in passato: la vecchia signora, l’anno scorso, si è piazzata sempre al quarto posto senza però conquistare trofei, perdendo contro l’Inter sia la finale di Supercoppa, sia quella di Coppa Italia che, invece, l’anno prima con Pirlo avevano messo in bacheca. Oggi è ottava in classifica, ferma a 10 punti. Risultato che non rispecchia per nulla le aspettative della società, considerando che Allegri è il tecnico più pagato della Serie A, e non è ancora riuscito a dare una precisa identità di gioco alla propria squadra.

L’ambiente deluso nonostante il mercato

Il malcontento generale deriva anche dai grandi sforzi che la società ha fatto per regalare al mister una rosa super competitiva, sia in Italia che in Europa. Dopo Vlahovic, Zakaria e Arthur nella scorsa finestra di mercato, quest’estate sono arrivati Bremer, Di Maria, Paredes, Milik, Kostic, Pogba ed è stato riscattato Federico Chiesa dalla Fiorentina. Top players, dunque, che giocherebbero titolari in qualsiasi squadra del nostro campionato ma che, con la maglia della Juve, fanno fatica a rendere al meglio. Un esempio su tutti è Dusan Vlahovic, considerato tra i migliori giovani attaccanti al mondo. Il serbo, in questa stagione, ha segnato 4 gol con la maglia bianconera, di cui 3 su calcio piazzato: dato che fa riflettere sulla condizione in cui versa il reparto offensivo della squadra.

Con o senza Allegri, la Juventus deve tornare a vincere

La Juventus ora è dinanzi a un bivio: continuare a credere in Massimiliano Allegri o decidere di cambiare da subito. La proprietà non ha mai fatto mancare il proprio apporto, basti pensare all’aumento di capitale da 400 milioni di euro sottoscritto l’anno scorso. Ma non è soltanto una questione di soldi, il presidente Andrea Agnelli deve saper gestire la crisi e indicare la strada per uscire da questa spiacevole situazione.

Per la Juve vincere è l’unica cosa che conta, ma qui non arrivano neanche i risultati. I bianconeri, dunque, prima di capire come si evolverà questa situazione e prima di arrivare a giocare un bel calcio, devono cercare di ottenere risultati sul campo a partire da domenica pomeriggio, nella sfida contro il Monza, ultimo in classifica.

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