mercoledì, 28 Settembre 2022

Mangiano due fette di mortadella sul luogo di lavoro: sospesi due dipendenti. L’azienda: “Avviati accertamenti”

L'azienda racconta che simili episodi sono già accaduti. Grazie alle telecamere nascoste si è infatti scoperto che un dipendente, poi licenziato, aveva infilato due prosciutti interi in un borsone e diversi lavoratori che prendevano fette di salume per poi mangiarle in pausa.

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Sospesi per aver mangiato due fette di mortadella mentre si trovano sul posto  di lavoro. Sarebbe quanto accaduto in uno stabilimento di Correggio, nel Reggiano, dell’azienda socio cooperativa agricola Tre Valli, con sede a Verona, afferente al Gruppo Veronesi leader nel mercato agroalimentare coi marchi, tra gli altri, Aia e Negroni. A denunciare l’accaduto sono gli stessi dipendenti, addetti al confezionamento di carne e salumi, che nei giorni scorsi hanno ricevuto le lettere di contestazione disciplinare con tanto di sospensione dall’incarico.

“A seguito della segnalazione di diversi episodi gravi, è stata avviata una serie di accertamenti disciplinari tuttora in corso come previsto dalla legge in materia” ha replicato l’azienda, facendo riferimento ad alcuni ammanchi negli armadietti degli spogliatoi dei dipendenti che hanno costretto, stando sempre a quanto dicono dall’azienda, all’installazione di telecamere nascoste. Sempre l’azienda racconta che grazie alle immagini si è scoperto che un dipendente, poi licenziato, aveva infilato due prosciutti interi in un borsone e diversi lavoratori che prendevano fette di salume per poi mangiarle in pausa.

“Erano fette di scarto – spiegano i dipendenti – che abbiamo usato per farcire un po’ di focaccia portata da casa. Non abbiamo rubato nulla, avevamo solo fame durante il turno dato che i distributori automatici di cibo non bastano per 80 dipendenti e al pomeriggio sono già vuoti. Abbiamo agito in buonafede, tutto alla luce del sole pur sapendo della presenza delle telecamere”. Gli operai ora hanno impugnato, attraverso i loro legali, le lettere: chiedono la riammissione al lavoro senza subire alcun provvedimento disciplinare. Entro 15 giorni l’azienda dovrà dare una risposta.

L’azienda fa sapere che “A seguito di ripetute segnalazioni concernenti gravi episodi che si sono verificati all’interno dello stabilimento, l’azienda ha dato corso a una serie di accertamenti, poi sfociati con l’avvio di procedimenti disciplinari. L’Azienda tiene a precisare che gli alimenti consumati dai lavoratori coinvolti nella vicenda non erano scarti della produzione, bensì intere confezioni di prodotti a tutti gli effetti destinati alla successiva commercializzazione. La vicenda verrà chiarita nelle competenti sedi, in esito alle procedure previste dalla legge”.

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