venerdì, 30 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, Kiev: “Liberati 5 adolescenti imprigionati dai russi a Kharkiv”. Xi a Putin: “Insieme contro il caos del mondo”

A Kharkiv le truppe ucraine hanno liberato cinque adolescenti, tra i 15 e i 17 anni, tenuti prigionieri dai russi per una settimana in uno scantinato. Il capo del Lugansk ha fatto sapere che i nemici "stanno scavando trincee a Svatovo e Troitske". Putin a Xi Jinping: "Aderiamo al principio di una Cina unica e condanniamo gli Stati Uniti e i suoi satelliti nello Stretto di Taiwan".

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Mentre imperversano gli scontri nel Donetsk, a Zaporizhzhia e a Kryvyi Rih, città del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nella regione di Kharkiv le guardie di frontiera ucraine hanno liberato cinque adolescenti, tra i 15 e i 17 anni, tenuti prigionieri dai russi in uno scantinato di Kupyansk. L’agenzia di stampa Ukrainska Pravda ha riferito che si tratterebbe di quattro ragazze e un ragazzo che hanno testimoniato di esser stati rinchiusi dai nemici per una settimana in un sottoscala e sottoposti a lunghi interrogatori. I giovani provengono dai distretti di Kupyansk, Izyum e Chuguyiv e sono tutti studenti dell’istituto di formazione per i medici del domani. “La loro gratitudine quando sono stati trovati non conosceva limiti. È difficile immaginare che cosa sarebbe potuto succedere a questi ragazzi se le forze di difesa dell’Ucraina non avessero liberato questo territorio”, hanno affermato i soccorritori di Kiev. La controffensiva ucraina sta riscuotendo molti successi nella regione di Kharkiv, ma la situazione si presenta molto più complessa nel Lugansk. Serghei Gaidai, il governatore regionale, ha spiegato via Telegram che i nemici “si stanno preparando a difendersi, scavando trincee a Svatovo e Troitske“. “I pesanti combattimenti continuano in molte direzioni. Lo scenario istantaneo di Kharkiv non si ripeterà, dovremo combattere duramente per la nostra regione”.

Incontro tra Putin e Xi Jinping a Samarcanda

Nel frattempo a Samarcanda, in Uzbekistan, si sta tenendo uno storico incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping, il primo dall’inizio del conflitto in Ucraina, in occasione della riunione dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai. Secondo molti analisti e politologi, si tratta di un summit decisivo tra le due potenze alleate che serve a mostrare quanto le sanzioni non bastino per isolare la Russia, rimettendo in discussione il presunto potere dell’Occidente. Il leader di Pechino ha assicurato che “la Cina è disposta a collaborare con Mosca per assumersi la sua responsabilità di grande potenza, svolgere un ruolo di primo piano e iniettare stabilità ed energia positiva in un mondo caotico”.

Putin a Xi: “Aderiamo al principio di una Cina unica”

La posizione di Xi Jinping è apparsa molto equilibrata, soprattutto per quanto riguarda la questione ucraina; si è dimostrato preoccupato per il conflitto, ma ha ribadito al suo alleato russo di aver capito “le ragioni che hanno costretto Mosca a lanciare un’operazione militare speciale” nel Paese. Questo è quanto riferito da Yuri Ushakov, consigliere per gli Affari esteri del capo del Cremlino, riportato dall’agenzia di stampa Tass. Dal canto suo Putin ha colto l’occasione per ribadire la sua condanna nei confronti degli Stati Uniti per la contesa Taiwan. “Da parte nostra, aderiamo fermamente al principio di una Cina unica e condanniamo le provocazioni degli Stati Uniti e dei suoi satelliti nello Stretto di Taiwan”, ha chiosato. “Disposti a fornire un forte sostegno reciproco su questioni che riguardano i reciproci interessi fondamentali e ad approfondire la cooperazione pratica nel commercio, nell’agricoltura, nella connettività e in altri campi”, ha affermato il leader cinese.

Mosca: “Meno di 50 miliardi di metri cubi di gas verso Ue”

La crisi energetica mondiale è ormai in caduta libera e la Federazione russa non fa altro che alimentarla. “Secondo le stime che abbiamo al momento dal ministero dell’Energia, le esportazioni di gas russo verso l’Unione Europea diminuiranno di circa 50 miliardi di metri cubi“. Così si è espresso il vice-primo ministro russo Alexander Novak, citato dall’agenzia di stampa Tass. ”La Russia spera di concludere presto un accordo sul gas con la Cina”, ha detto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Interfax.

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