giovedì, 29 Settembre 2022

F1, il Circus è tricolore nel centenario di Monza: statistiche e curiosità del GP d’Italia

L'autodromo di Monza spegne 100 candeline. Il terzo autodromo permanente più antico al mondo, costruito in tempo record da 3500 operai.

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Si corre a tutto gas in direzione del weekend più atteso dagli italiani, si torna a Monza per il GP d’Italia, che arriva alla 73esima edizione. Per il tempio della velocità questa settimana è ancora più speciale, perché compie 100 anni.
Non un giorno qualsiasi per la città e la F1, come dimostra la presenza del Presidente Sergio Mattarella sul rettilineo al momento dell’inno cantato da Andrea Bocelli.
Un secolo di storia che lo rende il terzo circuito permanente più datato al mondo, dietro soltanto a Milwaukee e Indianapolis.

Uno sguardo su Monza

Monza è il capoluogo della Provincia di Monza e Brianza; gli oltre 121mila abitanti la rendono la terza area più popolata della Lombardia, dietro solo da Milano e Brescia. Conosciuta nel mondo come una delle aree più produttive del vecchio continente, nel VII Secolo fu capitale estiva del Regno Longobardo. La città è stata sotto il dominio degli Asburgo e dei Visconti, e nel 1900 fu luogo del regicidio di Umberto I per mano dell’anarchico Gaetano Bresci.
Attraversata dal fiume Lambro, Monza offre un’eccellenza naturalistica e botanica con i suoi Giardini Reali. Spicca inoltre il Parco di Monza, in cui è presente tra l’altro l’autodromo.
È il quarto parco recintato più grande d’Europa, oltreché tra i più prestigiosi del continente. Con oltre due secoli di storia, si estende per 668 ettari e accomuna le zone nord dei comuni di: Monza, Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono.
Nel parco si esibirono prestigiosi artisti e band, come i Pink Floyd nel 1989, i Radiohead nel 2000, Cremonini nel 2011 e Manu Chao nel 2015. Ha inoltre ospitato Tomorrowland il 28 luglio 2018, uno dei festival di musica elettronica più famosi al mondo.

Un giro nell’autodromo secolare di Monza

L’autodromo è una sede storica del GP d’Italia, che ha sempre ospitato la F1 dal 1950 ad oggi, eccezion fatta per il 1980. Costruito in appena 110 giorni, sul suo asfalto sono state lasciate impronte indelebili di questo sport.
Per quantificarne la grandezza basti immaginare che il circuito ha praticamente ospitato ogni generazione di campioni della Formula 1. Dalle origini con Fangio e Ascari passando per Clark, Lauda, Prost e Senna, senza dimenticare Schumacher, Hakkinen e i più recenti Vettel e Hamilton.

La costruzione dell’autodromo combacia con il 25esimo anniversario dalla fondazione del Club ACI di Milano, la scelta ricadde ovviamente su una questione economica. Da sottolineare la lungimiranza nel fiutare un lauto profitto, proveniente dalle case costruttrici, in un periodo in cui le corse automobilistiche stavano prendendo piede.
Il circuito diede lavoro a 3500 operai e vide impiegati 300 mezzi, e venne inaugurato ufficialmente il 28 luglio del 1922. Quel giorno Pietro Bordino e Felice Nazzaro fecero il primo giro ufficiale a bordo di una FIAT 570.

Albo d’oro e statistiche del GP d’Italia

Il primato di 5 vittorie nel Belpaese è condiviso da Michael Schumacher e Lewis Hamilton, in compresenza anche per numero di podi, 8. L’inglese annovera in più 7 pole position e altrettanti giri veloci, 5 podi e 190 punti nel mondiale.
Se per i piloti si può parlare di una poltrona per due, in quanto a scuderie la Ferrari, che domenica correrà con una livrea speciale, primeggia senza eguali. Si contano 19 vittorie per costruttore e 20 vittorie per motore, 21 pole position costruttore e 22 pole position motore.
A queste si aggiungano i 19 giri veloci costruttore e motore, 69 podi per costruttore e 71 per motore e ben 705.5 punti nel mondiale costruttori e 762.5 per mondiale motore.
Brutale.

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