venerdì, 30 Settembre 2022

‘Ndrangheta, scacco a una cosca del Reggino: tra i 22 arrestati un dipendente comunale

Tra gli indagati anche un dipendente comunale di Scilla. Disposto in sequestro di sei società nel settore turistico-balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande ed altri prodotti alimentari. Ristoratori costretti con minacce e ritorsioni ad acquistare le forniture di pesce da una delle imprese.

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Ventidue persone sono state arrestate alle prime luci dell’alba di oggi, 8 settembre, dai Carabinieri di Reggio Calabria, in quanto accusate di essere legate alla cosca “Nasone-Gaietti” di Scilla. Per diciotto di loro è scattato l’arresto in carcere, mentre per gli altri quattro i domiciliari. Tutti dovranno rispondere dei reati di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni in concorso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti, detenzione e porto di arma da fuoco, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori.

L’operazione

L’operazione, denominata “Nuova linea”, rappresenta l’esito di una complessa e articolata indagine avviata dal 2021 dai militari del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria che ha permesso di ricostruire la persistente operatività della ‘ndrangheta sui territori di Scilla, Villa San Giovanni e Bagnara Calabra. Nell’indagine è emersa la figura centrale di un indagato che avrebbe assunto il ruolo direttivo nel sodalizio “Nasone-Gaietti” di Scilla, ricevendo anche la benedizione della cosca “Alvaro” di Sinopoli, dando vita ad un nuovo assetto criminale nel territorio scillese. La nuova organizzazione criminale ha posto in essere una serie di condotte estorsive ai danni di imprenditori coinvolti nell’esecuzione di lavori pubblici e di esercizi commerciali. Nell’indagine è emerso come due degli indagati, avvalendosi della forza intimidatrice della storica fama criminale della loro “famiglia”, avrebbero costretto con minacce e ritorsioni molti ristoratori di Scilla ad acquistare le forniture di pesce da una delle imprese in sequestro procurandosi un ingiusto profitto.

Nell’inchiesta risulta coinvolto anche un dipendente comunale di Scilla; infatti è stata ricostruita una serie di trasferimenti fraudolenti di valori, finalizzata a schermare i capitali aziendali da ulteriori provvedimenti di prevenzione patrimoniale, agevolata dai contatti con l’Amministrazione comunale che ha facilitato le concessioni demaniali relative alla gestione dei lidi balneari nei confronti di prestanome. Nell’ambito della stessa operazione è stato disposto anche il sequestro di sei società attive nel settore turistico-balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande edaltri prodotti alimentari per un valore di circa 1 milione di euro

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