martedì, 27 Settembre 2022

È morta la regina Elisabetta II

Si è spenta la regina di Inghilterra Elisabetta II, all'età di 96 anni, nel suo Castello di Balmoral, in Scozia. Le condizioni di salute della monarca più longeva del Regno Unito, salita al trono nel 1952, sono sembrate da subito preoccupanti.

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Oggi, 8 settembre 2022, si è spenta la regina Elisabetta II, alla veneranda età di 96 anni, nel suo Castello di Balmoral, in Scozia, residenza estiva della sovrana. Le condizioni di salute della monarca più longeva del Regno Unito sono sembrate da subito preoccupanti, come comunicato a mezzogiorno dai medici di Buckingham Palace. La regina era apparsa con le mani livide nel suo ultimo incontro pubblico del 6 settembre, quando ha conferito ufficialmente l’incarico al nuovo premier inglese Liz Truss.

La situazione è apparsa subito molto grave oggi pomeriggio, soprattutto nel momento in cui le agenzia di stampa britanniche hanno riferito che tutta la famiglia reale era stata informata dai medici di recarsi con urgenza a Balmoral. Da ore gli stessi conduttori della BBC sono apparsi in diretta televisiva vestiti di nero, già in segno di lutto, come previsto dal piano “London Bridge”.

Siti internet in tilt

Molti canali internazionali hanno immediatamente rivisto le loro programmazioni per raccogliersi attorno alle ansie, alle preghiere e al dolore dell’intera Inghilterra. L’ennesima triste conferma è poi arrivata dalla stessa BBC, che ha annunciato l’interruzione della consueta cerimonia del cambio di guardia all’esterno di Buckingham Palace, proprio a seguito delle novità sul precario stato di salute di Elisabetta II.

Fin dalle prime indiscrezioni sono andati in tilt i siti internet ufficiali della Royal Family, del Balmoral Castle, di Buckingham Palace e ogni altra pagina riguardante il regno o la biografia della regina, impedendo di fatto l’accesso agli utenti. Davanti ai cancelli del Palazzo reale londinese e della residenza scozzese si stanno radunando da ore sotto la pioggia battente folle di gente, fra cui tantissimi turisti, cameraman e reporter, in una valle di lacrime per la dipartita di Sua Maestà.

Folle fuori da Buckingham Palace – fonte Telegram

L’intera famiglia al suo capezzale

Tutti i figli e nipoti della regnante erano lì al suo capezzale nella residenza estiva scozzese, primo tra tutti l’erede al trono Carlo, principe del Galles, arrivato assieme alla consorte Camilla Shand, duchessa di Cornovaglia, poi raggiunto dai principi Anna, Andrea ed Edoardo, seconda, terzo e quartogenito della sovrana e del defunto principe Filippo di Edimburgo. Presenti anche i nipoti della regina, William, duca di Cambridge, e Harry, duca del Sussex, figli del principe Carlo e dell’eterna Diana Spancer.

Meghan Markle, duchessa di Sussex e moglie di Harry, non si è recata a Balmoral; stessa cosa per Kate Middleton, duchessa di Cambridge e consorte di William, rimasta al Castello di Windsor per stare con i suoi figli che hanno iniziato oggi il loro primo giorno di scuola. Dopo ore convulse, in cui si sono avvicendati sui social network una marea di commenti, notizie e fake news riguardanti la morte della regina, è arrivata la conferma ufficiale da parte di Buckingham Palace.

L’operazione Unicorno

Dopo il suo decesso è entrata in atto ufficialmente “l’operazione Unicorno” in Scozia, come previsto dai protocolli reali, in alternativa all’operazione “London Bridge” che sarebbe entrata in atto se la regina si fosse spenta in Inghilterra. Il programma Unicorno consta nell’immediata sospensione dei lavori al parlamento scozzese, per permettere alle autorità di prepararsi al funerale di Stato. Il parlamento, il vicino palazzo di Holyroodhouse e la cattedrale di St. Giles saranno teatro di ogni evento legato al cordoglio. La camera ardente sarà allestita a Holyroodhouse e la bara sarà successivamente portata nella cattedrale seguendo il percorso dell’antica via della Royal Mile.

Piano Spring Tide

Si attiverà inoltre anche il piano “Spring Tide”, che consiste nelle procedure per far salire al trono il principe Carlo. Il ministero della Difesa si occuperà di organizzare il saluto ufficiale con i cannoni, proclamando due minuti di silenzio in tutto il Paese, tutto ciò mentre Carlo verrà nominato Re con il nome di Carlo III, anche se potrebbe decidere di adottare il suo secondo nome diventando in questo caso Giorgio VIII. L’incoronazione ufficiale si terrà fra qualche mese. Tra le tante cose verrà cambiato l’inno nazionale in “God save the King”, abbandonando il tanto amato “God save the Queen”, assieme a francobolli e monete che porteranno l’effige del nuovo re.

Elisabetta II, il regno durato 70 anni

Elisabetta II, nata Elizabeth Alexandra Mary, è diventata regina all’età di ventisei anni, alla morte del padre, venendo incoronata il 2 giugno 1953 nell’Abbazia di Westminster. Il suo regno è durato 70 anni, il più lungo della storia britannica, superando il 9 settembre 2015 anche quello della sua trisavola Vittoria di ben 63 anni, 7 mesi e 2 giorni. La sua vita e la sua monarchia hanno coinciso non solo con la graduale trasformazione dell’Impero Britannico nel Commonwealth, ma con tutte le crepe e i grandi progressi che si sono abbattuti dal Secondo Dopo Guerra in poi.

Nella prima fase della sua corona ha intessuto un dialogo molto importante con Winston Churchill – primo ministro del Regno Unito tra il 1940 e il 1945 e poi tra il 1951 e il 1955 – fra i maggiori statisti di tutti i tempi che ha cambiato per sempre le sorti dell’Europa. La popolarità di Elisabetta ha subito un declino solo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, con la morte di Lady Diana e la conseguente bufera di scandali che hanno travolto la famiglia reale.

Un pezzo di storia

Con la morte della regina Elisabetta II va via un pezzo di storia, si chiude l’era di una sovranità che ha saputo reggere il colpo dei mutamenti degli assi mondiali, senza mai andare fuori dai margini delle tradizioni istituzionali, morali e religiose. Muore una Donna che con riserbo, tempra e vitalità ha saputo rappresentare e tener unito il suo popolo in ogni fase di crisi, fino all’ultimo, come avvenuto per la Brexit, la pandemia da Covid19 e le recentissime dimissioni del premier Boris Johnson.

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