mercoledì, 5 Ottobre 2022

Harry Styles a Venezia per il film “Don’t worry darling”: non solo intrattenimento ma provocazione

"Tutti noi viviamo in una versione della nostra bolla perfetta", Harry Styles spiega il film "Don't worry darling" di cui è coprotagonista con Florence Pugh. È una provocazione sul ruolo delle donne e la protagonista si ribella alla sua condizione: "sono le supereroine di cui abbiamo bisogno oggi".

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Harry Styles, cantante e attore amatissimo a livello internazionale, sbarca alla Mostra del Cinema di Venezia per il film “Don’t worry darling”, di cui è protagonista. Ha solo 28 anni e calca il palcoscenico da più di dieci anni: è partito da X Factor Uk nel 2010, poi con la famosissima boy band “One Direction” per poi scegliere la carriera da solista e dedicarsi anche al cinema, come “Dunkirk”, il suo primo film del 2016.

Il suo terzo album, uscito prima dell’estate, è ancora in cima alle classifiche, ma Harry Styles non si è dedicato solo alla musica e al cinema: senza essere omosessuale è un simbolo Lgbt che non teme di appoggiare il gender bender, cioè le generalizzazioni sul genere. Non a caso indossa spesso calze a rete, anelli e smalto facendosi amare anche dal mondo della moda, di cui è un grande appassionato.
A tutti i suoi fan che lo hanno accolto a Venezia, Harry Styles ha detto: “Sono grato alle persone che mi hanno sempre appoggiato nella mia vita, che mi hanno consentito di poter fare la musica che mi piace fare e ora mi seguono al cinema, credo di poter restituire anche da qui la mia gratitudine. Fare musica e fare cinema non sono alternative, da attori vediamo il mondo con una lente diversa e questo aiuta la creatività anche musicale. Amo entrambe le cose e mi sento molto fortunato”.

Harry Styles, che ha già terminato il nuovo film, “The Policeman” di Michael Grandage, è molto fiero del suo lavoro per “Don’t worry darling”, film che lo vede coprotagonista insieme a Florence Pugh, diretto dalla sua compagna Olivia Wilde, attrice, regista e attivista di 38 anni, oggi Fuori Concorso. I due si sono conosciuti proprio sul set della pellicola che stanno presentando alla Mostra del Cinema, un amore che sembrerebbe essere una delle cause del dissidio con Florence Pugh, impegnata a Budapest sul set di “Dune 2”, che ieri ha saltato la conferenza stampa ma che sarà presente al red carpet della premiere. Il web e i social non si risparmiano in commenti e pettegolezzi, volendo la Pugh e la Wilde una contro l’altra per la storia d’amore nata con Harry quando la regista era ancora fidanzata con Jason Sudeikis, per il presunto licenziamento di Shia LaBeouf, sostituito in corsa da Harry Styles, ma soprattutto per le scene di sesso tra il cantante e Florence.

Olivia Wilde, però, ha fermato le malelingue: “Florence è una forza della natura, siamo grati che stasera riesca ad essere qui. Non posso dire quanto sia onorata di averla come protagonista, è straordinaria.

“Don’t worry darling”, prodotto da Warner Bros, sarà proiettato nelle sale cinematografiche dal 22 settembre con un cast formato anche dalla stessa Olivia Wilde, Chris Pine e Gemma Chan. Con una scenografia e costumi meravigliosi, la stilista e costumista Arianne Phillips ha vinto il premio Campari Passion for Film 2022.

“Tutti noi viviamo in una versione della nostra bolla protetta”, così Harry Styles spiega il senso di “Don’t worry darling” in cui interpreta Jack, un ingegnere americano degli anni ’50 che vive con la moglie Alice e che partecipa al progetto Victory, un piano segreto di ordine e disciplina: gli uomini lavorano allo “sviluppo di materiali avanzati”, mentre le mogli, rispettando lo stile dell’epoca, puliscono casa, cucinano e vanno a fare shopping. Si tratta di un apparente mondo perfetto, una bolla che serve a nascondere molto più di illusorio equilibrio. Come sostiene la regista Olivia Wilde: “Il film ci dice a quale prezzo viviamo nella comfort zone, anche oggi ignoriamo cosa avviene nel mondo per permettere a noi di essere in queste bolle. Il controllo del caos, i piani di perfezione sono fascismo, cercare di controllare l’essere umano non è mai una buona idea”. Secondo la Wilde il film non è solo intrattenimento ma anche una provocazione sullo storico ruolo delle donne: non si tratta di una parabola femminista ma di un modo per scuotere il pubblico, presentando una eroina rivoluzionaria che possa ispirarlo, una donna che si ribella alla sua condizione, alle sottomissioni e al controllo, “sono le supereroine di cui abbiamo bisogno oggi”.

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