giovedì, 29 Settembre 2022

Politiche 2022, Tajani e Salvini litigano sulle sanzioni contro la Russia. Il Pd archivia il Jobs Act di Renzi

I partiti continuano nella loro battaglia a distanza discutendo e proponendo idee diverse su vari argomenti. I temi centrali però restano le sanzioni nei confronti della Russia e l'aumento di bollette di luce e gas.

Da non perdere

Meno di tre settimane alle elezioni politiche del 25 settembre 2022. Tra comizi, conferenze e convegni i partiti e i loro leader stanno salendo di colpi e affrontano gli argomenti tra ricette diverse e accuse incrociate. Resta cardine il tema delle bollette di luce e gas e le sanzioni nei confronti della Russia.

Scontro Tajani-Salvini sulle sanzioni contro la Russia

Su questo ultimo punto è intervenuto Antonio Tajani: “Per noi le sanzioni devono rimanere. Punto. Ognuno ha le sue idee“. Così il coordinatore di Forza Italia e riguardo alla posizione del leader della Lega, Matteo Salvini, in merito, replica: “Sì, ma siamo una coalizione non un partito unico, né tantomeno una caserma. Lui dice che ne fa una questione economica e non politica“. Pronta la risposta del segretario del Carroccio: “Al posto delle sanzioni, che dovevano danneggiare i russi, sarebbe meglio proteggere gli italiani ed europei con uno scudo, un paracadute”. Salvini poi cambia il focus del dibattito e sottolinea: “L’unica emergenza in questo momento si chiama bolletta luce e gas. È grave che una parte della politica non lo capisca. Si tratta di un problema continentale e nazionale“.

Calenda: “Fermiamo campagna elettorale e risolviamo il problema bollette”

Sulle sanzioni l’Ue dovrebbe fare molto di più, non si sta muovendo in modo veloce. Io sono giorni che chiedo di fermare la campagna elettorale e risolvere il problema della bollette. Tutti, tranne Letta, hanno dato risposte. Meloni mi ha detto vediamoci oggi, ma poi non seguono mai i fatti“. Intanto, Carlo Calenda esplode così in radio affermando che nessuno discute concretamente del caro bollette.

Letta archivia il Jobs Act di Renzi

Il Partito Democratico dice invece addio al Jobs Act, una delle mosse simbolo del governo Renzi. Il segretario dem ha deciso che è giunto il tempo di archiviare quel provvedimento. In un’intervista al Manifesto, Enrico Letta rilancia infatti il programma sul lavoro del suo partito con queste parole: “Superare il Jobs act sul modello di quanto fatto in Spagna contro il precariato. La stagione del blairismo è consegnata alla storia. In tutta Europa credo che siano rimasti solo Renzi e Calenda ad agitarlo come un feticcio ideologico“.

Ultime notizie