mercoledì, 5 Ottobre 2022

‘Ndrangheta, maxi operazione nel Cosentino: 200 arresti sequestrati beni per 72 milioni di euro

La maxi operazione messa in atto dai Carabinieri di Cosenza, con la collaborazione di Polizia e Guardia di Finanza, ha portato all'applicazione di 202 misure cautelari e al sequestro preventivo d'urgenza di beni per un valore di 72 milioni di euro. Agli arresti domiciliari anche il sindaco di Rende per un presunto caso di corruzione elettorale, risalente al 2019.

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Questa mattina, 1° settembre, una maxi operazione a cui hanno lavorato vari comparti di Forze dell’Ordine a Cosenza e provincia, contro la ‘ndrangheta, si è conclusa con oltre 200 misure cautelari. Carabinieri, Polizia di Cosenza e Catanzaro e del Servizio centrale Operativo di Roma, Finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza, del Nucleo di Polizia Valutaria di Reggio Calabria, con il Gico del Comando Provinciale di Catanzaro e lo Scico di Roma, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare, emessa dal gip di Catanzaro, nei confronti di 202 indagati. Di questi, 139 sono stati destinatari di custodia cautelare in carcere,
50 agli arresti domiciliari, 12 avranno l’obbligo di dimora. Infine, un indagato è stato destinato alla misura interdittiva dello svolgimento di attività professionale.

Le accuse

Le accuse, a vario titolo, sono associazione di tipo ‘ndranghetistico, associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravato dalle modalità e finalità mafiose, associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti inerenti all’organizzazione illecita dell’attività di giochi e di scommesse, delitti di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori, e altri delitti, anche aggravati dalle modalità e finalità mafiose. Le Fiamme Gialle del  Comando Provinciale di Catanzaro e lo Scico di Roma, hanno eseguito il sequestro preventivo d’urgenza disposto dal pm, che dovrà essere sottoposto al vaglio del gip, di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, riconducibili a numerosi indagati, per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro.

Coinvolto anche il sindaco di Rende

Nell’operazione è coinvolto anche il sindaco di Rende, Marcello Manna, finito agli arresti domiciliari per un presunto caso di corruzione elettorale, risalente al 2019. Altri amministratori dei Comuni di Cosenza e Rende sono indagati. Coinvolti anche esponenti di alcuni clan mafiosi di Cosenza. Le misure cautelari sono state eseguite non solo nel Cosentino. Altre misure sono state eseguite a Torino, Milano, Novara, Parma, Agrigento, Napoli, Bellusco, Sala Consilina e Cavaion Veronese. Le indagini comprendono un periodo che va dal 2017 al 2021. L’inchiesta, secondo gli investigatori, andrebbe a ricostruire gli assetti delle consorterie di ‘ndrangheta attive nell’area cosentina e che vedrebbe insieme i clan Patitucci-Porcaro, Presta, Di Puppo-D’Ambrosio alleati con quello dei cosiddetti “zingari”.

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