domenica, 25 Settembre 2022

Serie A, possibile Daspo per lite tra tifosi e Spalletti: indagato un allenatore delle giovanili

I protagonisti sarebbero un 70enne della Provincia di Firenze e un 50enne di Scandicci, allenatore delle giovanili. Il mister sarebbe "colpevole" di essere nato a Certaldo e di aver avuto un passato, da giocatore prima e da allenatore poi, all'Empoli, dopo essere cresciuto nelle giovanili della Viola.

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A quarantotto ore di distanza dal posticipo domenicale tra Fiorentina e Napoli, qualcosa si muove. Dopo varie indagini svolte da parte della Digos, si è arrivati ad identificare i protagonisti della lite con Spalletti. Al triplice fischio il risultato della partita è divenuto mera cronaca, mentre sono stati due individui, guai a definirli tifosi, a prendersi la scena. A pagarne le spese è stato l’allenatore dei partenopei Luciano Spalletti, insultato malamente per l’intera durata dell’incontro. Il mister sarebbe, infatti, colpevole di essere nato a Certaldo e di aver avuto un passato, da giocatore prima e da allenatore poi, all’Empoli, dopo essere cresciuto nelle giovanili della Viola.

Motivazioni troppo gravi che, ovviamente, dovevano essere risolte nella maniera più barbara. E quindi pazienza se ci sono bambini, famiglie e persone che vogliono divertirsi all’Artemio Franchi. Due individui in particolare tra i tifosi viola avevano un’idea differente da affermare e ci sono riusciti, fornendo uno spettacolo davvero deplorevole. Il primo protagonista è un 50enne di Scandicci identificato dalla Digos e immortalato da centinaia di cellulari e macchine fotografiche, nonché autore del faccia a faccia, con tanto di schiaffo evitato, con Spalletti. Il secondo è invece un arzillo 70enne della Provincia di Firenze, ulteriore buontempone, capace di lanciare una bottiglietta d’acqua ad altezza volto del mister.

La strana coppia ora rischia, udite udite, due anni di Daspo, ovvero un divieto di accedere a manifestazioni sportive. La cosa più assurda, ma non troppo, è che il 50enne è un allenatore delle giovanili. Sì esatto, un educatore di ragazzi che un domani diventeranno uomini. Davvero un ottimo esempio, soprattutto se si considerano le malsane abitudini del calcio di provincia. L’uomo, a distanza di due giorni dai fatti, ha scelto di non commentare l’accaduto, lasciando il tutto nelle mani degli avvocati.

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