venerdì, 30 Settembre 2022

Rovigo, non paga i fornitori e fa “affari” con il Covid: sequestrati 500mila euro a cooperativa di comodo

La società cooperativa ha richiesto e ottenuto 500mila euro come finanziamento garantito dallo Stato nella fase più acuta della pandemia. Ma era tutta una truffa, la società non è mai esistita.

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La Guardia di Finanza di Adria, in provincia di Rovigo, ha denunciato 6 persone, di cui uno arrestato e uno colpito da un’ordinanza restrittiva, per i reati di truffa ai fondi Covid, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Inoltre ha sequestrato per equivalente oltre 500mila euro. Una società cooperativa del Basso Polesine, nella provincia di Rovigo, operante nel settore ittico, aveva chiesto un finanziamento garantito dallo Stato nella fase più acuta della pandemia, per un totale di 450mila euro, attestando di possedere i relativi requisiti di legge; ma in realtà era una truffa in quanto la società era falsa.

L’indagine

La cooperativa, in base alla documentazione prodotta, vantava bilanci multimilionari e una fitta rete commerciale sia in Italia che all’estero. Dopo aver ottenuto le risorse pubbliche, la stessa aveva iniziato a far registrare insoluti per centinaia di migliaia di euro nei confronti di molti partner commerciali, non pagando o non restituendo la merce ricevuta, tanto da essere destinataria di 2 querele, presentate da un’azienda spagnola e da una irlandese, per truffe perpetrate dai rappresentanti della cooperativa, per danni calcolati per oltre a 130mila euro.

La truffa

Nel corso delle indagini, sono emerse anche anomalie rilevate dall’incrocio dei dati dichiarativi e di bilancio con quelli estratti dalle banche dati, dai quali è emerso che la società non aveva mai presentato dichiarazioni fiscali dal 2019 e mai emesso fatture per le annualità precedenti. Da ulteriori accertamenti la società è risultata essere del tutto fittizia, priva di struttura commerciale e di dipendenti. Una società mai nata e gestita apparentemente da soggetti rivelatisi dei prestanome manipolati dall’estero. Conclusione alla quale era già giunto il Tribunale di Rovigo che il 17 febbraio scorso ne aveva dichiarato il fallimento.

Gli autori

Ad aver progettato l’attività illecita è risultato essere un 50enne originario di Chioggia, in provincia di Venezia, il quale ha presentato un bilancio falso per ottenere un finanziamento garantito dallo Stato pari a 450mila euro, per poi compiere una serie di distrazioni patrimoniali e truffe a danno di fornitori, imprenditori nazionali ed esteri, mediatori creditizi e istituti di credito, reiterando la condotta fraudolenta dal 2020 ad oggi, approfittando dello stato di emergenza Covid.

A conclusione delle indagini, il Tribunale di Rovigo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare e disposto il sequestro preventivo dell’importo di 533.351,20 euro su beni, disponibilità finanziarie e quote societarie nella disponibilità degli indagati, corrispondente al profitto dei reati commessi in concorso di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, truffa plurima aggravata continuata, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio. Nei confronti del 50enne, mente di tutto, è stato disposto l’arresto e posto ai domiciliari con obbligo di braccialetto elettronico.

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