mercoledì, 5 Ottobre 2022

Politiche 2022, scontro Salvini-Letta sul “liceo per tutti”. Berlusconi: “Flat tax può anche scendere al 15%”

La coltre grigia che avvolge i programmi elettorali è riuscita ad ammorbidire gli slogan urlati negli ultimi mesi dai partiti. La campagna elettorale è entrata nel vivo. Così Salvini e Letta si scontrano sul tema istruzione, mentre Meloni strizza l'occhio ai lavoratori autonomi proponendo ammortizzatori sociali universali. Intanto Berlusconi prosegue nella sua battaglia a favore della flat tax.

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Nel grande limbo dei programmi elettorali, nella confusione di slogan giorno dopo giorno sempre più moderati con l’avvicinarsi del voto, i partiti proseguono nell’annientamento delle proposte degli avversari. Salvini mette in discussione le proposte sulla scuola del Partito Democratico e si scontra con Calenda, mentre Meloni parla di ammortizzatori sociali. Intanto, Conte si “immagina al governo” e Berlusconi prosegue la sa battaglia sulla flat tax.

Scuola, Salvini contro Letta e Calenda

Così succede che nel confronto sul tema scuola Matteo Salvini vada a scontrarsi con Enrico Letta. Il leader della Lega ha quindi risposto alla proposta del liceo per tutti formulata dal Partito Democratico: “Tornano l’arroganza e la discriminazione della sinistra nei confronti di studenti, insegnanti, mamme e papà degli istituti tecnici, alberghieri o professionali. Mi piacerebbe tanto sapere: cosa rispondereste a questo ‘genio’ che vorrebbe che tutti gli studenti frequentassero solo il liceo?“. Salvini lo scrive su twitter postando una cartolina di Carlo Calenda con il virgolettato che recita: “Molti dei ragazzi che frequentano gli istituti tecnici hanno un problema di preparazione gigantesco“.

Pronta la contro risposta da parte del leader di Azione: Senti Papeete, invece di proporre finte flat tax e sistemi ungheresi, studia prima di parlare. C’è un  gigantesco problema di livello di competenze dei ragazzi. Basta  leggere i report europei e Ocse. Sappiamo che per te cultura e  istruzione sono temi sconosciuti. Per noi no“.

Meloni: “Servono ammortizzatori sociali universali”

Intanto, la destra sociale rappresenta da Giorgia Meloni pone come tema quello degli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori autonomi: “Non è normale che esistano ancora in Italia ammortizzatori sociali differenti tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Fratelli d’Italia si batte da sempre per l’introduzione di ammortizzatori universali, cioè che siano uguali per tutti“. La leader di Fratelli d’Italia prosegue: “Come abbiamo già fatto in piena pandemia, ad esempio, proponendo sin da subito l’introduzione di uno strumento di tutela delle partite iva che fosse basato sulle stesse regole della cassa integrazione – continua – E’ una proposta che grazie a Fratelli d’Italia ha portato poi all’istituzione dell’Iscro, un’indennità straordinaria destinata agli autonomi della gestione separata in caso di una forte riduzione del reddito prodotto”.

Per Meloni l’Iscro “è stato uno strumento che, anche se fortemente depotenziato dall’allora maggioranza del Governo Conte rispetto alla nostra idea iniziale, rappresenta un primo piccolo passo verso un sistema universale di ammortizzatori sociali. Noi abbiamo ben chiaro quale debba essere il prossimo passo: istituire uno strumento che garantisca anche agli autonomi, in caso di chiusura della partita iva, un’indennità di disoccupazione. Uno strumento basato sulle stesse regole della Naspi: 75% del reddito dichiarato l’anno precedente su base mensile con un importo massimo di 1200 euro. In questo modo si tutelano gli autonomi che perdono il lavoro e si disincentiva il sommerso. Sempre dalla parte di chi lavora, in qualunque forma lo faccia“.

Conte: “Io all’opposizione? Mi immagino al governo”

Il leader del Movimento 5 Stelle parla degli equilibri politici presenti e futuri nell’arco costituzionale italiano: “Se mi immagino da solo all’opposizione dopo il voto? Mi immagino da solo al governo. È complicato ma battute a parte dico che gli italiani hanno un grande destino nelle proprie mani, se quel 40% di astensionismo decide di andare a votare significa ribaltare completamente sondaggi e pronostici“. Poi Conte torna a parlare di Mario Draghi: “Il governo uscente ha fatto bene su alcuni punti, sul completamento della campagna vaccinale o sul Pnrr, benché al di là dei primi passaggi attuativi sono preoccupato dal ritardo su vari fronti a livello territoriale. L’eredità ecologica e sociale, invece, è modesta: si poteva fare di più“.

L’ex Presidente del Consiglio poi continua e immagina nuove alleanze senza il suo partito: “Se sento aria di nuove larghe intese senza il M5S? Non mi sorprenderebbe. Ci si predispone, anziché ad un progetto politico chiaro, al fatto che tanto ci si ritroverà lì a governare insieme, soprattutto le forze politiche che parlano di agenda Draghi: ritrovarsi a gestire il potere, essendo specialisti del potere. Su questo chiedo agli italiani di andare a votare. Se si crea la melassa indistinta si perde la fiducia dei cittadini e si ammala la democrazia“.

Berlusconi: “Flat tax può anche scendere al 15%”

Prosegue la sua battaglia in favore della flat tax Silvio Berlusconi: “Abbiamo studiato a fondo la flat tax, già nel 1994 con il ministro Martino, nei paesi in cui è stata applicata, le aliquote sono diverse, è possibile che si possa scendere dal 23% che noi proponiamo, che è l’ultima aliquota dell’Irpef, anche al 15%, a seconda dei risultati che darà l’applicazione che darà l’imposta in Italia”.

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