martedì, 27 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, civili lasciano Kiev: minaccia di attacchi russi per il giorno dell’Indipendenza. Nato e Ue: “Crimea non sarà mai russa”

Timori per domani 24 agosto, giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina: molti civili sono in fuga dalla Capitale per la minaccia di raid russi; l'Onu è preoccupata che Mosca e gli alleati del Donetsk processino proprio in questo periodo i prigionieri di guerra nel tribunale di Mariupol. Kiev: "L'Fbs pianifica stragi nelle loro città. Dugina solo la prima".

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Mentre a Dnipro, nel sud dell’Ucraina, continuano a piovere missili sulle case, come confermato dal sindaco Borys Filatov, molti civili stanno fuggendo in queste ore da Kiev, presi dalla paura che la Russia decida di colpire la Capitale proprio domani, 24 agosto, giorno dell’Indipendenza del Paese. La notizia è stata data da Alex Rodnyansky, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ai microfoni della Bbc Radio4. “C’è il rischio che la Russia decida di attaccare per compensare la propria incapacità di avere successo sul campo di battaglia e tutti i fallimenti che hanno accumulato negli ultimi sei mesi”, ha affermato Rodnyansky. Immediato il monito del ministero della Difesa ucraino che ha raccomandato ai cittadini di prestare particolare attenzione domani, in quanto vi è “la minaccia di raid missilistici e provocazioni” degli invasori.

Onu: “Preoccupati che Mosca processi i prigionieri nel tribunale di Mariupol”

I vertici delle Nazioni Unite temono che “la Federazione russa e gli alleati del Donetsk stiano pianificando di processare nei prossimi giorni i prigionieri di guerra ucraini” a Mariupol. Ciò che maggiormente preoccupa Ravina Shamdasani, l’Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani, è che le cause vengano avviate in concomitanza con il 24 agosto, giorno dell’indipendenza del Paese. “Anche se i dettagli disponibili sono pochi, le foto e i filmati pubblicati dai media e dai social sembrano mostrare gabbie metalliche costruite nella sala filarmonica di Mariupol, apparentemente per trattenere gli imputati durante il procedimento”, ha affermato. Shamdasani ha aggiunto in merito a questo che privare intenzionalmente i prigionieri di un processo equo significa commettere un crimine, aggiungendo che il diritto umanitario internazionale proibisce l’istituzione di tribunali ad hoc per giudicare i soldati catturati.

Guterres: “Rischio nucleare al punto più alto degli ultimi decenni”

Il rischio nucleare ha raggiunto il punto più alto degli ultimi decenni“, così si è espresso il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, alla riunione del Consiglio di sicurezza. “Gli strumenti che ci hanno tenuto lontano da una guerra mondiale catastrofica sono più importanti che mai, ma devono essere idonei all’ambiente di oggi in rapido deterioramento di pace e sicurezza internazionale”. Quest’ultimo ha invitato ancora una volta i Paesi alleati a condurre negoziati per “porre fine alla corsa agli armamenti nucleari una volta per tutte“. Queste le dichiarazioni del Segretario generale arrivate dopo la visita in Ucraina, dove si è discusso della crisi che sta affliggendo da settimane la centrale nucleare di Zaporizhzhia, in cui si teme giorno dopo giorno un disastro della portata di Chernobyl.

Nato e Ue: “Non riconosceremo mai la Crimea come territorio russo”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che Kiev non alcuna intenzione di cedere la Crimea, promettendo risposte sempre più forti nei confronti della Russia. Dello stesso avviso il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che ha spiegato quanto sia necessario sostenere il Paese perché “un’Ucraina forte e sovrana è garanzia di sicurezza per l’Alleanza Atlantica“. “L’inverno si avvicina e sarà duro, ci troviamo davanti a una guerra di attrito dove sarà chiave la forza di volontà e la logistica. Putin ha pensato di poter abbattere l’Ucraina e dividere la comunità internazionale ma si è sbagliato”, ha tuonato Stoltenberg proprio in occasione della conferenza per la Crimea. Durante il summit è intervenuta anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen spiegando che “la Crimea non è stata solo usata come una base militare, ma anche come test per altre brutali annessioni di parte del territorio ucraino”.

Kiev: “Servizi segreti di Mosca pianificano stragi in città russe. Dugina solo la prima”

Se il Cremlino continua ad accusare i servizi segreti ucraini di aver organizzato l’attentato di Darya Dugina, politologa e giornalista russa figlia del filosofo Aleksandr Dugin, molto vicino a Putin, Kiev nega ogni coinvolgimento sostenendo che sia stata “un’esecuzione dell’intelligence russa“. Lo ha affermato Oleksii Danilov, Segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, ai microfoni dell’emittente televisiva ucraina Channel 24. “Questa persona non ci importava davvero. Non siamo affatto coinvolti nell’esplosione che ha ucciso questa donna, è opera dei servizi segreti russi“, ha ribadito. Inoltre l’Alto funzionario ha fatto sapere che l’intelligence moscovita “starebbe pianificando una serie di atti terroristici nelle sue città, con tante vittime civili, poiché in Russia è in calo il sostegno al conflitto. Dugina è stata solo la prima. L’Ucraina, a differenza di Mosca, non è in guerra con i civili”.

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