domenica, 25 Settembre 2022

Gas alle stelle, Europa verso nuovi provvedimenti per ridurre i consumi. In Italia misure drastiche

Visto il considerevole aumento di prezzo del gas, che questa mattina ha toccato i 291 euro al megawattora, e la paura di uno stop alle forniture da parte della Russia, in Europa si prevedono provvedimenti per ridurre i consumi.

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Dopo l’annuncio di Gazprom relativo allo stop di tre giorni del Nord Stream I, in Europa si prevede di attuare alcuni provvedimenti per la riduzione dei consumi di energia durante il prossimo inverno. Tuttavia, non è solo la chiusura del gasdotto russo a spaventare i Paesi europei. Oltre alla preoccupazione sulle forniture, c’è anche il problema dell’aumento di prezzo che il gas ha subito ieri, 22 agosto, quando verso l’ora di pranzo è salito a 290,05 euro al megawattora, mentre durante l’apertura dei mercati azionari di questa mattina, 23 agosto, è aumentato nuovamente del 5,1% arrivando a quota 291 euro.

Provvedimenti in Europa

Per evitare uno stato di crisi, la Francia ha già approvato a luglio un piano per ridurre l’utilizzo dell’energia, seguita dalla Germania. Il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck ha dichiarato che se la Russia dovesse fermare del tutto le forniture, le riserve della Germania si esaurirebbero in due mesi. Pertanto, le famiglie e le imprese dovranno ridurre i consumi fino al 20%.

In Italia misure drastiche con Draghi

Anche l’Italia si sta avviando verso un piano di risparmio già predisposto dal governo Draghi, con tre diversi livelli di emergenza che prevedono di abbassare fino a 3 gradi la temperatura per risparmiare il 50% del consumo totale. Alcune delle misure previste dall’ex Presidente del Consiglio sono già scattate, infatti negli uffici pubblici la temperatura non deve essere superiore ai 19 gradi in inverno, e inferiore ai 27 gradi durante l’estate. Nelle abitazioni si dovranno abbassare di 2 gradi la temperatura dei termosifoni e limitarne l’orario di accensione. I Comuni dovranno ridurre l’illuminazione pubblica per strada e sui monumenti fino al 40%. Uno sforzo potrà essere chiesto anche agli uffici pubblici, che potrebbero chiudere in maniera anticipata, mentre per i negozi si presenterebbe la possibilità di abbassare le serrande entro le 19:00. I locali invece dovrebbero chiudere non oltre le 23:00. Anche le imprese non saranno esonerate dai provvedimenti del Governo, in quanto le industrie più energivore potrebbero ricevere un’interruzione dell’energia per un periodo limitato di tempo.

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