venerdì, 30 Settembre 2022

Piacenza, violenta donna in strada alle 6 del mattino: residente chiama la Polizia e filma tutto. Preso l’aggressore

Un 27enne, originario della Guinea e richiedente asilo, avrebbe violentato una donna ucraina di 55 anni, mentre passeggiava nel centro storico della città emiliana alle prime luci dell'alba, precisamente verso le 6. L'uomo è stato arrestato per violenza sessuale; la vittima, invece, non sarebbe fortunatamente in pericolo di vita.

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Ieri, domenica 21 agosto, a Piacenza un uomo avrebbe aggredito brutalmente e spintonato sul marciapiedi una donna prima di abusarne sessualmente. A quanto pare un 27enne, originario della Guinea e richiedente asilo, avrebbe violentato una donna ucraina di 55 anni, mentre passeggiava nel centro storico della città alle prime luci dell’alba, precisamente verso le 6. A lanciare l’allarme un residente del posto che, dopo aver sentito le urla della donna, ha avvertito il 113. Immediato intervento degli agenti di Polizia che hanno arrestato l’uomo per violenza sessuale. La vittima, invece, è stata trasferita presso il Pronto Soccorso della città emiliana, ma non sarebbe fortunatamente in pericolo di vita nonostante alcuni traumi di natura lieve.

Le reazioni della politica

Spero che non si scada nella strumentalizzazione riguardo la nazionalità del delinquente, come se fosse colpa di chi si impegna per l’accoglienza e l’integrazione se un richiedente asilo commette un crimine. La colpa è del richiedente asilo in questione“. Così la sindaca Katia Tarasconi a seguito dell’episodio di violenza. A detta del Leader della Lega, Matteo Salvini: “Occorrono 10mila poliziotti e Carabinieri in più nel 2023, più telecamere accese e blocco degli sbarchi clandestini. Richiedente asilo e stupratore. Basta! Difendere i confini e gli italiani per me sarà un dovere, non un diritto“. Istantanea la risposta della senatrice Valeria Valente che contrasta qualsiasi tentativo di strumentalizzazione promosso dalla Lega: “È davvero raccapricciante il tentativo di FDI e Lega di strumentalizzare anche la violenza sulle donne a fini elettorali“.

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