giovedì, 29 Settembre 2022

Gas alle stelle, prezzo quadruplicato da gennaio e riduzione dei consumi: l’Italia verso un inverno di austerity

Le sanzioni con cui l'Ue ha colpito la Russia hanno portato a enormi problemi sulla gestione del gas nell'inverno entrante. Il prezzo è quattro volte più alto rispetto a gennaio 2022, secondo le quotazioni di ieri con 240 euro a megawattora. Il piano del Governo prevede una drastica riduzione dell'importazione da Mosca, fornitura da Algeria e tagli a livello pubblico.

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La questione del gas in Europa inizia a diventare un problema per l’autunno in avvicinamento, soprattutto dopo le quotazioni di ieri, 18 agosto, quando l’indice di riferimento per il mercato europeo ha raggiunto il record di 240 euro a megawattora, quindi quattro volte più alto rispetto a gennaio 2022 e il 155% in più rispetto a giugno. Questa situazione sarà il primo banco di prova per il nuovo Governo che si formerà. La corsa dei prezzi si riverserà sulle bollette dei cittadini e delle imprese, anche su quelle dell’elettricità dato che il gas è uno dei combustibili più utilizzato nelle centrali. A fine settembre, dopo il voto, si potrebbe avere un aumento del doppio sulle tariffe per l’energia.

Le previsioni di Draghi

“La crescita italiana in questi mesi è stata straordinaria, meglio di Francia e Germania, ma ci sono nuvole all’orizzonte e le previsioni sono preoccupanti”, aveva annunciato Mario Draghi a metà luglio, mentre presentava le misure del decreto Aiuti bis. La frase dell’ex premier era stata spiegata poi da Stefano Besseghini, presidente dell’Authority dell’energia: “I prezzi di elettricità e gas rimarranno alti per i prossimi sei mesi. Se verrà meno il gas russo bisognerà razionare i consumi”.

Il gas da Mosca e i tagli in Italia

Il problema fondamentale è rappresentato dalle sanzioni con cui l’Unione europea ha colpito la Russia per l’invasione dell’Ucraina, soprattutto quelle che riguardano l’esportazione delle materie prime e l’embargo su carbone e petrolio. Le società di Mosca garantiscono il 44% del fabbisogno europeo di gas. A tal proposito è stato varato un primo piano di rispari da Bruxelles, che ha chiesto agli Stati membri Ue di ridurre le forniture dalla Russia. In Italia il piano prevede una riduzione che va dai 29 miliardi di metri cubi importati nel 2012 a un massimo di 10 miliardi per l’inverno entrante. Per sopperire a questo taglio drastico, il Governo ha deciso di aumentare le forniture dall’Algeria, divenuto ora il primo partner italiano, aumentando di 7 miliardi l’importazione nel nostro Paese, e dal gasdotto Trans-Adriatico. In aiuto anche Norvegia, Qatar, Egitto e Stati Uniti. Si prevede di attuare anche altri risparmi, come la riduzione delle temperature negli uffici pubblici e il taglio all’illuminazione pubblica, in modo da poter resistere con i 10 miliardi di metri cubi da Mosca.

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