domenica, 25 Settembre 2022

Intervista a Cosmo, tornare a divertirsi e scoprire nuova energia nei live: “ho ripreso a divertirmi ai concerti, c’è in generale una bella vibra in giro”

Rompere gli schemi per tornare a vivere la musica e a divertirsi durante i live in questo lungo tour estivo che ha toccato tutta l'Italia

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Dopo l’uscita del suo ultimo disco abbiamo seguito tutte le battaglie post lockdown di Cosmo in attesa che potesse tornare dal vivo ed esprimersi in quella che è stata la sua evoluzione musicale con “L’ultima estate dell’amore”. Spezzare gli schemi di scrittura sia musicale che testuale, andare avanti ed evolversi per non stare mai fermi, tornare a divertirsi e scoprire nuova energia nei live.

“La terza estete dell’amore” è stata una liberazione musicale e culturale, credo che in qualche modo tu abbia avuto una specie di visione di quello che poteva essere il cammino da fare e la musica da creare, forse il lockdwon ti ha aiutato in questo senso
Si sicuramente, ho aspettato un po’,  avevo già intenzione di prendermi una lunga pausa, l’ho presa e però si è allungata per gli eventi di forza maggiore che tutti sappiamo e quindi la riflessione si è estesa, ma era già iniziata da prima, volevo esplorare un sound ancora più radicato nell’underground, volevo spezzare un po’ la forma canzone, volevo liberarmi da un po’ di cose, volevo dire delle cose, tra virgolette,  un po’ più politiche, di fatto tutto lo sconvolgimento che c’è stato in questi ultimi due anni mi ha spinto ancora di più decisamente in quella direzione

La sensazione è questa, come avere una specie di macchina del tempo che ti ha portato avanti e ti ha ispirato, hai anche osato e scardinato degli schemi prestabiliti e omologati, sei andato oltre
Si, ci ho provato, effettivamente mi rendo conto che io vivendo dal di dentro questo processo creativo e capendomi e condividendo quello che faccio non mi rendo conto, non ho la percezione di quanto l’album possa suonare strano e innovativo agli altri anche perché a me sembra che si possa andare sempre oltre, infatti non sono sempre soddisfatto e dico sempre cazzo avrei potuto osare di più, ma non riesco ad avere il contatto o la percezione del mio pubblico, anche se poi il pubblico è fatto di individui tutti diversi tra loro, generalmente il disco non è stato prorompente a livello di vendite e ascolti come i precedenti soprattutto in riferimento a “Cosmotronic” quindi di fatto presumo che l’asse si sia spostato.

Io lo trovo molto interessante
Beh per me è il mio disco preferito! E poi suonare dal vivo con questo stile mi fa di nuovo divertire tantissimo ai concerti cosa che non mi succedeva da tanto, infatti ecco perché volevo prendermi  una pausa, sentivo che i miei gusti musicali si erano spostati, le produzioni erano vecchie alle mie orecchie, mi forzavo un po’ a farle e mettere su un nuovo live da zero ci voleva tempo e me lo sono preso e anche prima di partire con questo tour ho preso i pezzi vecchi e li ho riarrangiati, qualcuno di più qualcuno di meno, il feeling ed il groove è sicuramente aumentato parecchio, si balla ancora di più in questo tour rispetto agli altri.

La tua scelta di uscire dal coro e mi riferisco a quello che accade oggi in giro, da quello che esce a livello discografico, è stata una scelta coraggiosa ma dovuta soprattutto a te stesso e ti ha dato la possibilità così di creare una specie di comune di ragazzi che ti seguono, il pubblico è cambiato ma immagino un tuo live come una specie di celebrazione
Diciamo che una buona parte del pubblico si è filtrato da solo con questo disco e con le mie prese di posizione politiche una parte di pubblico la sento emotivamente e ideologicamente molto vicina a me,  in qualche modo sente che io parlo in loro nome, che esprimo delle cose che hanno dentro e che nessun artista italiano esprime in quel modo lì e in quella direzione,  lo sento, ognuno ha la sua nicchia se vogliamo ed io mi sento di parlare in qualche modo alla mia una nicchia ideologica, quindi sento molta più empatia con il pubblico rispetto a prima poi c’è anche un certo tipo di pubblico che di queste cose se ne frega e ascolta le canzoni e basta, ecco però rispetto a prima il fatto di avere preso delle posizioni nette mi rendo conto che ha creato un certo tipo di condivisione, con buona parte del pubblico, più intensa. Molti vengono a dirmi che sto dicendo delle cose importanti, che per loro sono importanti, quindi io ho questa sensazione molto bella e mi fa ben sperare nel fatto che se anche non sfondo e non divento la pop star della vita so che avrò sempre un legame molto bello con il mio pubblico.

Credo sia assolutamente vero, poi “La musica illegale” è diventato un inno generazionale, mi sembra anche che il tuo pubblico sia cambiato anche in modo trasversale, ragazze e ragazzi che hanno età diverse, da giovanissimi a molto grandi
Si è vero certo è transgenerazionale, quando diventi un po’ più ampio a meno che tu non sia un rapper che fa riferimento a tutta una generazione molto più giovane, quando diventi ampio nel pop prendi da tutte le età, è quello diventare pop no? Poi l’età media del mio pubblico sarà di media tra i 25 ai 35, credo, poi ci sono quelli più grandi con l’età e questo mi fa piacere, molti mi dicono non pensavo alla mia età di poter tornare a ballare, questa cosa mi fa incazzare perché io ho 40 anni e faccio festa come mai ho fatto prima, bisogna fottersene di queste cose è uno stile di vita che uno può mantenere, non è che con l’età non si può più fare!

Rispetto al discorso dei messaggi, ecco abbiamo parlato dell’evoluzione del suono ma anche sui testi, il lavoro sui testi è cambiato si è evoluto anch’esso, nella semplicità probabilmente di alcuni passaggi però si nasconde appunto un lavoro accurato, sei riuscito a fotografare delle immagini
Si certo è così, cerco sempre di esprimermi in maniera meno scontata possibile di non ripetere troppo quello che ho fatto prima, poi ovviamente mi piace far toccare degli estremi magari fare delle immagini più ricercate ed ermetiche possibili ma allo stesso tempo usare un linguaggio super semplice e usare delle immagini super semplici, però a volte prendi queste immagini super semplici ma non le connetti in maniera logica, troppo logica, le accosti solo l’una all’altra e diventa una specie di rebus (ride), nonostante le immagini singole siano abbastanza forti ma tu fai un collage di queste immagini e quindi viene fuori un rebus da decifrare, io qui ho fatto un lavoro del genere in questo disco, a volte le frasi non si capiscono insieme ma io potrei spiegare tutti i testi uno ad uno, c’è un lavoro di concetto dietro ma mi piace anche che sia chiaro il linguaggio perché voglio che sia un linguaggio pop, che arrivi, credo sia questo il mio gioco e particolarmente nell’ultimo periodo, cerco di farlo meno classico possibile.

Quanto è stato bello tornare a suonare dal vivo dopo l’incubo degli ultimi anni e trasformare il live in rave poi ci sei riuscito?
Ma è sta è stato fighissimo tornare a suonare, ho trovato un pubblico ancora più entusiasta, io mi sono riscoperto ancora più energico dal vivo, mi sento meglio, ogni tanto guardo delle foto o dei video dei miei live e proprio mi piaccio, cioè mi piace quello che vedo, mi piace tanto e come se avessimo raggiunto la forma che volevamo raggiungere e che questa  pausa lunga e tutti gli eventi in mezzo credo sia stato tutto essenziale in qualche modo, per quanto mi riguarda c’è stato uno step di miglioramento e di maggiore goduria nel suonare dopo la pandemia anche dopo le restrizioni c’è una analogia contenuta che si sposa nel miglior modo possibile, c’è molta voglia di stare insieme in generale, c’è una bella vibra in giro ma parlo veramente in generale. Il concetto di trasformare un concerto in un rave, beh il mio lavoro è anche quello di incanalare quelle che sono, le mie influenze, le cose che mi piacciono in quello che faccio e farle entrare nel live e quindi già lo faccio da qualche anno in questo tour ancora meglio, non c’è mai uno stacco tra i pezzi,  non c’è quasi mai silenzio tra un pezzo e l’altro la musica non si ferma, i pezzi entrano uno dentro l’altro si mixano, ci sono lunghi passaggi strumentali da ballare, poi l’idea di fare un rave è più una questione ideologica ma impossibile, ci ragionavo in verità, io vado in giro in tour tutta l’estate e mi viene sempre detto che tassativamente all’ora x bisogna chiudere il concerto, bisogna tassativamente staccare non c’è un after cioè te lo devi inventare, ti devi trovare un locale da affittare per fare un djset dopo, fare musica dopo la mezzanotte all’aperto sembra veramente una cosa difficilissima una cosa insostenibile dalla società ecco perché poi ti viene voglia che ci sia un rave illegale una volta alla settimana a cui partecipare sei spinto verso l’illegalità perché è così non c’è spazio per usare la notte, il rave quindi rimane solo  un riferimento culturale

 

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