martedì, 27 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, Mosca: “Attacco in Crimea atto di sabotaggio”. Kiev controbatte: “Demilitarizzazione necessaria”

Dall'inizio della guerra sono stati uccisi 43.900 soldati russi. I bombardamenti in Crimea sono, secondo Kiev, un'operazione di demilitarizzazione per liberare la penisola dalla Russia. Il presidente Zelensky ha affermato che Mosca usa Zaporizhzhia per colpire Nikopol e Marhanez.

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A distanza di quasi sei mesi dall’inizio della guerra, tantissime persone tra civili e soldati hanno perso la vita. Secondo quanto riferito a Ukrinform dall’esercito ucraino, sono circa 43.900 i militari russi uccisi e, tra le perdite di Mosca, si contano anche 233 caccia, 790 droni, 196 elicotteri, 1.880 carri armati, 4.152 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 989 sistemi di artiglieria, 15 navi e 190 missili da crociera. Intanto le armate moscovite hanno effettuato, nella notte scorsa, uno dei bombardamenti più massicci mai visti su Kharkiv, colpendo ben cinque quartieri della città; tuttavia, non si hanno ancora notizie su possibili vittime.

La situazione in Crimea

Il ministero della Difesa russo ha espresso il suo pensiero sulle esplosioni che hanno colpito il deposito di munizioni in Crimea, definendole come la conseguenza di un “atto di sabotaggio”. Lo stesso ministero ha riferito anche l’evacuazione di circa di 3mila persone da due insediamenti nelle aree limitrofe alla località di Dzhankoe. Secondo Mosca, il fuoco si è sviluppato verso le 6:15 di stamattina, sono state distrutte strutture civili, linea ad alta tensione, linea ferroviaria e abitazioni ma non sembrano esserci feriti gravi. Per Kiev la situazione in Crimea rappresenta l’inizio di una “demilitarizzazione” della zona, come annunciato su Twitter dal consigliere del capo dell’Ufficio presidenziale ucraino Podolyak. Questa missione continuerà fino alla completa liberazione dei territori occupati dai russi. “L’operazione di demilitarizzazione nello stile di alta precisione delle Forze Armate dell’Ucraina continuerà fino alla completa liberazione dei territori ucraini occupati. I nostri soldati sono i migliori sponsor del nostro ottimo umore. La Crimea è Ucraina”, ha affermato Andriy Yermak, capo dell’Ufficio presidenziale.

La situazione a Zaporizhzhia

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto nuove sanzioni da parte dell’Occidente contro l’industria nucleare russa dopo gli scontri a Zaporizhzhia, di cui Kiev e Mosca si attribuiscono la responsabilità a vicenda. Zelensky ha accusato la Russia di utilizzare la centrale di Zaporizhzhia per ricattare la leadership ucraina e il mondo intero. Secondo il presidente, le truppe russe usano il sito come base per colpire Nikopol e Marhanez e che la loro presenza “aumenta la minaccia radioattiva per l’Europa portandola ad un livello che non esisteva nemmeno nei momenti più difficili della Guerra Fredda”. In caso di emergenza nella zona dell’impianto, sono 400mila le persone che dovrebbero essere evacuate.

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