giovedì, 29 Settembre 2022

Caserta, braccianti lavorano senza scarpe e con contratto a nero: sospese 4 aziende agricole altre 17 sotto osservazione

Il blitz di questa mattina, da parte dell'Ispettorato del lavoro assieme alle forze dell'ordine, ha portato alla sospensione delle attività per quattro aziende nel Casertano. Sono stati scoperti 20 lavoratori "a nero", tutti stranieri. Alcuni erano costretti a lavorare a cottimo, senza riposo settimanale.

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Questa mattina, 11 agosto a Caserta, nel corso di un blitz effettuato dall’Ispettorato del Lavoro di Caserta e dai Carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro), sono stati scoperti nel Casertano, venti braccianti agricoli “in nero”, tutti stranieri, provenienti dalle zone del Nord Africa e dell’Est Europa. L’operazione ha portato alla sospensione delle attività per 4 aziende agricole.

Le indagini

L’attività e le indagini hanno interessato principalmente i territori dell’Agro-Aversano, dell’Agro-Sessano e della zona dei Mazzoni. Sono 17 le aziende agricole sottoposte a controllo, 14 delle quali sono risultate non in regola con le normative dei rapporti di lavoro e della legislazione sociale. Sulle restanti 3 attività sono ancora in corso accertamenti. Gli ispettori hanno verificato le situazioni di 64 lavoratori e hanno provveduto alla sospensione dell’attività nei confronti di 4 aziende, per la presenza di 20 braccianti completamente ”in nero”. Dei 51 lavoratori provenienti da Paesi extra-Ue, 11 sono risultati privi del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Per il loro impiego, è scattata la denuncia nei confronti di 5 imprenditori.

Condizioni disumane

In un campo della zona dei Mazzoni, sono stati trovati 7 lavoratori tunisini, privi del permesso di soggiorno, a raccogliere angurie. Alcuni di questi, non solo lavoravano senza scarpe ma venivano pagati a cottimo, 7 euro a cassone, e impiegati per 9 ore al giorno senza riposo settimanale. Sono in corso accertamenti per verificare la sussistenza del reato di sfruttamento in capo ai datori di lavoro. Per tutti i braccianti sono in corso le verifiche per violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro, tra le quali l’omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale.

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